Golimumab in reumatologia: i dati italiani dello studio GO-BEYOND guidano la scelta

Gli inibitori del fattore di necrosi tumorale (anti-TNFα) rappresentano oggi i farmaci antireumatici biologici (bDMARD) di prima linea più utilizzati nelle persone con artrite reumatoide (RA), artrite psoriasica (PsA) e spondiloartrite (SpA), grazie al sensibile miglioramento sul controllo dello stato infiammatorio associato a tali patologie, sulla qualità di vita generale dei pazienti e sugli esiti funzionali che tali farmaci inducono. Dati provenienti da contesti “real life” mostrano, tuttavia, come fino al 40-50% dei pazienti sia costretto ad interrompere il trattamento anti-TNFα per la perdita di efficacia terapeutica o a causa di eventi avversi1.

Le nuove raccomandazioni EULAR per lo switch degli anti-TNFα

Riconoscendo la necessità di uno switch dagli anti-TNFα di prima linea ad un altro farmaco, le linee guida per la gestione di RA, PsA e SpA assiale (axSpA) sono state quindi aggiornate. Nei pazienti con RA, le linee guida dell’European Alliance of Associations for Rheumatology (EULAR) raccomandano, in caso di fallimento terapeutico, la somministrazione di un altro anti-TNFα o di un altro biologico con diverso meccanismo di azione. Nei pazienti con axSpA, le linee guida EULAR raccomandano, sempre in caso di insuccesso, di passare a un altro anti-TNFα o a un inibitore dell’interleuchina-17 (anti-IL-17). Nei pazienti con PsA, che non rispondono a un bDMARD, si raccomanda di passare a un’altra terapia anti-TNFα o a un altro farmaco biologico.

Tra le molecole proteiche biotecnologiche autorizzate e approvate per il trattamento delle malattie reumatologiche, golimumab (GLM) ha dimostrato non solo di essere efficace in diverse condizioni cliniche (RA, PsA, spondilite anchilosante [AS] e axSpA non radiografica), ma anche di poter essere somministrato per via sottocutanea con intervalli di tempo maggiori (una volta al mese) rispetto ad altri anti-TNFα. Inoltre, la percentuale di pazienti naïve ai bDMARD che rimangono in terapia con GLM per almeno 5 anni è molto elevata, raggiungendo circa il 70%.

Dallo studio prospettico GO-AFTER a quello real life GO-BEYOND

Efficacia e sicurezza di GLM in pazienti con RA, dopo l’insuccesso terapeutico con altri anti-TNFα, erano già state valutate positivamente nello studio prospettico GO-AFTER, con risultati confermati a 5 anni nel follow up a lungo termine. Ma la scarsità di dati clinici in pazienti con PsA o axSpA ha spinto la ricerca a progettare diversi trial retrospettivi “real life” in Spagna, Turchia, Francia, Germania e Italia per verificare l’efficacia a lungo termine di GLM e il tasso di permanenza dei pazienti in terapia con questo farmaco biotecnologico.

Sull’onda di questa necessità è stato messo a punto lo studio osservazionale prospettico GO-BEYOND con l’obiettivo di valutare l’efficacia di GLM come seconda opzione anti-TNFα in pazienti con RA, axSpA o PsA dopo l’interruzione dell’anti-TNFα di prima linea. In totale, sono 194 i pazienti inclusi nello studio da 34 centri di reumatologia italiani: 39 (20,1%) con RA, 91 (46,9%) con PsA e 64 (32,9%) con axSpA. La maggior parte di loro era di sesso femminile (56,7%), con una percentuale maggiore di pazienti con RA (74,4%) rispetto a PsA (51,6%) e axSpA (53,1 %). Anche l’età media e la durata della malattia erano più elevate nei pazienti con RA (rispettivamente 55,4 ± 11,4 anni e 11 ± 9,1 anni) rispetto a quelli con PsA (53,7 ± 11,3 anni e 9,8 ± 7,8 anni) e axSpA (51 ± 13,2 anni e 9,2 ± 8,5 anni). Tra le comorbilità, caratterizzate da un’elevata prevalenza in tutti i gruppi di patologie reumatologiche considerati (RA 66,7%, PsA 65,9% e axSpA 76,6%), le più frequenti sono risultate ipertensione (30,9%), malattie della tiroide (13,9%) e dislipidemia (13,4%).

Tutti i pazienti presentavano una malattia da moderata ad attiva, come osservato dai livelli medi di VES e PCR al basale (in pazienti con RA: PCR media 10,2 ± 18,1 mg/l e VES 23,6 ± 22,1 mm/h), e i seguenti rilevamenti alla visita 0: punteggio dell’attività di malattia in 28 articolazioni basato su proteina C reattiva (DAS28-CRP) in pazienti con RA e PsA (rispettivamente 4. 1 ± 0,94 e 3,8 ± 0,99), valutazione della spondiloartrite in base all’International Society Health Index (ASDAS-CRP) e all’indice di attività della malattia della spondilite anchilosante (BASDAI) in pazienti con axSpA (rispettivamente 2,9 ± 0,97 e 6 ± 2,1). Nel 73,2% dei casi i pazienti stavano assumendo terapie farmacologiche concomitanti, con una percentuale maggiore di pazienti con RA in trattamento con methotrexate MTX (94,9%) o corticosteroidi (38,5%), rispetto ai pazienti con PsA o axSpA in terapia con FANS (circa 20-30%). Oltre ai suddetti parametri sono stati valutati anche i cambiamenti nella qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) attraverso l’EuroQoL 5-Dimension 5-Level (EQ-5D-5L).

I farmaci anti-TNFα di prima linea utilizzati dai pazienti includevano etanercept (44,3%) e adalimumab (42,3%) seguiti da infliximab (8,8%) e certolizumab (4,6%), con una durata media di trattamento pari a 49,9 ± 45,2 mesi. Etanercept è stato utilizzato principalmente nei pazienti con RA e PsA, mentre adalimumab nei pazienti con axSpA. Le ragioni per lo switch dalla terapia iniziale anti-TNFα a GLM sono dipese da perdita di efficacia del trattamento (79,9%), reazioni al sito di iniezione o infusione (5,7%), mancanza di adesione alla cura (2,1%), insoddisfazione del paziente (2; 1%) e altri eventi avversi (11,3%).

L’impatto positivo dello switch da anti-TNFα a golimumab

Dopo 6 mesi di trattamento con GLM, il 68% dei pazienti con RA ha raggiunto una bassa attività di malattia (DAS28-CRP ≤ 3,2), il 31,9% dei pazienti con PsA ha raggiunto un’attività di malattia minima, così come il 32,5% dei pazienti con axSpA ha raggiunto un’attività di malattia ridotta (ASDAS-CRP <2,1). Una risposta buona/moderata secondo i criteri EULAR è stata ottenuta nel 61,9% con RA e nel 73,8% dei pazienti con PsA, mentre il 16% dei pazienti con axSpA è riuscito a ottenere un miglioramento del 50% secondo l’indice BASDAI. In tutte le indicazioni, sono stati osservati significativi miglioramenti nelle misure di attività della malattia e qualità di vita EQ-5D-5L dei pazienti nell’arco di 6 mesi. Le motivazioni principali dell’interruzione di GLM sono state la mancanza/perdita di efficacia (7,2%) o gli eventi avversi (2%).

In conclusione, i principali risultati del presente studio prospettico real life in Italia confermano l’efficacia di GLM come anti-TNFα di seconda linea per il trattamento di RA, PsA e axSpA. L’analisi dei dati, rilevati fino a 6 mesi di trattamento, ha evidenziato come GLM sia efficace nel raggiungimento degli outcome primari praticamente in tutti i pazienti con RA, PsA e axSpA.

Bibliografia

1-D’Angelo S, Tirri E, Giardino AM, Mattucci-Cerinic M, Dagna L, Santo L, Ciccia F, Frediani B, Govoni M, Bobbio Pallavicini F, Grembiale RD, Delle Sedie A, Mulè R, Cantatore FP, Foti R, Gremese E, Conigliaro P, Salaffi F, Viapiana O, Cauli A, Giacomelli R, Arcarese L, Guggino G, Russo R, Puenpatom A, Capocotta D, Nacci F, Anelli MG, Picerno V, Binetti C, Iannone F. Effectiveness of Golimumab as Second Anti-TNFα Drug in Patients with Rheumatoid Arthritis, Psoriatic Arthritis and Axial Spondyloarthritis in Italy: GO-BEYOND, a Prospective Real-World Observational Study. J Clin Med. 2022 Jul 19;11(14):4178. doi: 10.3390/jcm11144178. PMID: 35887946; PMCID: PMC9322086. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9322086/. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9322086/ [Ultimo accesso 19/10/2022]

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