Personale Ssn. Agenas: “Mancano infermieri e medici di famiglia. Ma da qui al 2027 si riuscirà ad avere personale sufficiente”

Analisi dell’Agenzia su report Ocse e dati Ministero, Fnopi, Anaao e Conto annuale sul fabbisogno di personale del Ssn. Rispetto alle medie Ue “emerge che attualmente il personale sanitario italiano rapportato alla popolazione è caratterizzato da un numero complessivo di medici congruo e da un numero di infermieri insufficiente. Nell’ambito del personale medico risultano carenti alcune specializzazioni la cui carenza principale riguarda i MMG”.

 “Dal confronto con le medie EU emerge che attualmente il personale sanitario italiano rapportato alla popolazione è caratterizzato da un numero complessivo di medici congruo e da un numero di infermieri insufficiente. Nell’ambito del personale medico risultano carenti alcune specializzazioni. La carenza principale riguarda i MMG che sebbene rapportati alla popolazione siano apparentemente sufficienti, risultano inferiori rispetto alle medie EU e non omogeneamente distribuiti sul territorio, risultando carenti nelle aree a bassa densità abitativa o caratterizzate da condizioni orografiche o geografiche disagiate”. È quanto rileva Agenas in un suo recente rapporto in cui analizza report Ocse e dati Ministero, Fnopi, Anaao e Conto annuale sul fabbisogno di personale del Ssn.

Secondo i dati OECD riferiti all’anno 2020, il nostro Paese domina le graduatorie europee del numero di medici che praticano attivamente la professione. Nel 2020 in Italia operavano 4 medici per 1.000 abitanti, contro 3,17 della Francia ed i 3,03 del Regno Unito. La Spagna aveva un valore simile all’Italia (4,58), mentre in Germania si registravano 4,47 medici per 1.000 abitanti. Diverso il caso degli infermieri per il quale, all’opposto, in Italia si registra un tasso molto inferiore alla media europea. Nel 2020 nel nostro paese operavano 6,2 infermieri per 1.000 abitanti, contro i 18 di Svizzera e Norvegia, gli 11 della Francia, i 13 della Germania e gli 8,2 del Regno Unito (

“Il protrarsi del blocco delle assunzioni – rileva Agenas – interrompendo la regolare alimentazione dei ruoli, ha determinato l’innalzamento dell’età media del personale e il conseguente fenomeno della “gobba pensionistica”. Tale fenomeno, sebbene riguardi tutto il personale sanitario, appare naturalmente più minaccioso per i profili professionali già carenti”.

Le due categorie più a rischio appaiono essere i MMG e gli infermieri. “Gli interventi limitati all’incremento dell’offerta formativa in altri paesi europei si è rivelato parzialmente inefficace – evidenzia Agenas -. Ove si consideri che questi due profili professionali sono gli assi portanti di qualsiasi operazione di potenziamento delle attività sanitarie di prossimità, si ritiene necessario abbinare all’incremento dell’offerta formativa un sistema di incentivi in grado di rendere attrattive tali figure professionali in termini di riconoscimento sociale oltre che economico. I provvedimenti emergenziali adottati nel corso della pandemia non hanno prodotto significative correzioni delle consistenze di personale “infermieri” e “MMG””.

“L’offerta formativa delle diverse scuole di specializzazione è stata sensibilmente incrementata – si legge nel report –  a partire dal 2018. Gli effetti di tali incrementi saranno apprezzabili da cinque a sei anni dopo, quindi a partire dal 2023. Per il quinquennio 2022-2027 l’offerta formativa delle varie scuole di specializzazione sarà in grado di assicurare, a legislazione costante, il numero di pensionamenti prevedibile per lo stesso periodo. Per il profilo professionale “infermieri” nel quinquennio 2022-2027 l’offerta formativa attuale sarà in grado di assicurare una disponibilità di personale sufficiente a compensare quello di prevedibile pensionamento nello stesso periodo più quello di prevedibile nuova assunzione in relazione all’esigenza di potenziamento dell’assistenza territoriale. Il finanziamento del personale minimo previsto nel DM 77/2022 risulta assicurato dall’art. 1 comma 4 e 5 del Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazione con la Legge 17 luglio 2020, n. 77, e dall’art. 1 comma 274 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234”.

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