Bimbi 0-2 anni. Iss: In Italia migliorano i comportamenti che incidono sulla loro salute

Ma ancora lontani dagli standard. Soprattutto al Sud

Nelle famiglie italiane in gravidanza e nei primi due anni dopo il parto migliorano i comportamenti che incidono sulla salute dei bambini e delle bambine. Restano tuttavia ancora lontani gli standard raccomandati, soprattutto in alcune aree del Paese, con marcate differenze territoriali e sociali, in particolare al Sud. È quanto emerge dall’ultima raccolta dati del Sistema di sorveglianza 0-2 anni sui principali determinanti di salute del bambino – Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni – promosso dal Ministero della Salute, coordinato dall’ISS e realizzato in collaborazione con le Regioni.

I dati mostrano segnali incoraggianti: sono ormai poche le donne che riferiscono di fumare o assumere alcol in gravidanza. Rimangono tuttavia ampi margini di miglioramento, sia rispetto a comportamenti “tradizionalmente” al centro delle politiche di prevenzione come l’assunzione appropriata di acido folico e l’allattamento, sia rispetto a temi emergenti quali l’esposizione di bambini e bambine a tv, tablet e cellulari e alla diffusione della lettura condivisa in famiglia. C’è ancora molto da fare anche sul sostegno alla genitorialità, i dati evidenziano una buona partecipazione delle mamme agli incontri di accompagnamento alla nascita, ma sono poche le madri che ricevono una visita domiciliare dopo il parto e poco più della metà sono i papà che usufruiscono del congedo, con importanti differenze territoriali.

Bellantone: “Le disuguaglianze manifestano il loro effetto già prima della nascita”
“Non tutti i bambini e le bambine nascono e crescono nelle stesse condizioni. Le disuguaglianze sociali, economiche e culturali manifestano il loro effetto già prima della nascita, e questo effetto tende ad ampliarsi nei primi anni di vita, condizionando la salute in tutte le fasi della vita. – afferma Rocco Bellantone, presidente dell’Iss -. Per questo, una sanità pubblica attenta ai primi 1000 giorni non può separare la promozione della salute dalla riduzione delle disuguaglianze di salute attraverso la costruzione di comunità più giuste e più eque”.

I DATI PRINCIPALI DELL’INDAGINE

Pizzi: “Andamento positivo rispetto al 2022, ma ampi margini di miglioramento”
“In questa edizione – spiega Enrica Pizzi, responsabile scientifica della Sorveglianza – la quasi totalità degli indicatori analizzati mostra un andamento positivo rispetto alla rilevazione del 2022, pur evidenziando ampi margini di miglioramento. Inoltre, i risultati confermano una forte relazione tra le caratteristiche sociodemografiche delle madri, come il livello di istruzione e l’area geografica di residenza, e l’aderenza alle raccomandazioni nei primi 1000 giorni”.

L’indagine
L’indagine è di tipo campionario, finalizzata a produrre stime di indicatori rappresentative a livello regionale e, per le regioni che lo richiedono, a livello aziendale. La Sorveglianza prevede inoltre la diffusione di materiale informativo multilingue sui determinanti indagati, come la brochure per i genitori consegnata alla mamma dopo la compilazione del questionario e i poster per i Centri Vaccinali e i Pediatri di Libera Scelta. In questa terza edizione della rilevazione sono state intervistate complessivamente 64.789 mamme di bambini/e fino ai 2 anni di età nei Centri Vaccinali delle Regioni partecipanti. Il tasso di partecipazione nelle regioni varia tra l’85,3% e il 97,3%. La Sorveglianza, promossa dal Ministero della Salute, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e realizzata in collaborazione con le Regioni e Province Autonome, rientra tra quelle di interesse nazionale identificate dal Decreto della Presidente del Consiglio dei Ministri del 2017.

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