Il cibo sano nelle scuole può aiutare i bambini a sviluppare abitudini alimentari sane per tutta la vita
Ecco quindi che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), arriva una nuova linea guida globale su politiche e interventi […]
Il presidente di Conflavoro Pmi Sanità si esprime duramente sul payback dispositivi medici, parlando di cifre astronomiche che superano anche gli utili di 10 anni. “Governo ponga fine a furto politico”, chiede.
“In queste ore le Regioni stanno inviando comunicazioni di esproprio a centinaia di aziende fornitrici degli ospedali italiani attraverso il cosiddetto payback dispositivi medici” lo denuncia, in una nota, Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro Pmi Sanità, l’associazione che riunisce le principali aziende del medtech italiano.
“Lo chiamano payback, ma in realtà si tratta di un vero e proprio attacco all’imprenditoria italiana che rischia di essere spazzata via per legge”, afferma de Lucia, sottolineando come le somme richieste siano “cifre enormi, avanzate in modo retroattivo, che in molti casi superano gli utili complessivi di dieci anni di attività”.
Secondo il leader di Conflavoro Pmi Sanità, le conseguenze del provvedimento sarebbero “ovvie e catastrofiche” con “oltre 100 mila lavoratori a rischio licenziamento, fallimenti a catena di piccole e medie imprese come non si vedevano dai tempi della pandemia e un possibile blocco delle forniture ospedaliere, in un sistema sanitario già fortemente penalizzato da lunghe liste di attesa”.
“Il governo ha una chiara responsabilità politica e deve intervenire in tempi brevi per bloccare quello che definiamo un furto politico e cancellare una norma gravemente dannosa per il lavoro e per la salute degli italiani” conclude de Lucia.