Riforma delle professioni sanitarie. La maggioranza allarga il perimetro

Più flessibilità su libera professione per medici e infermieri, stretta su aggressioni e nuovo status per gli specializzandi

La riforma delle professioni sanitarie cambia volto. Il pacchetto di emendamenti depositato dalla maggioranza in Commissione Affari Sociali alla Camera ridisegna il perimetro del disegno di legge delega, ampliandone la portata e intervenendo su diversi nodi strutturali: carenza di personale, fuga dai pronto soccorso, liste d’attesa, precariato degli specializzandi, aggressioni al personale sanitario.

Oltre cento proposte di modifica con un obiettivo dichiarato: trattenere i professionisti nel Servizio sanitario nazionale, offrendo loro maggiori opportunità economiche e di carriera, e al tempo stesso razionalizzare l’uso delle risorse umane per far fronte a un’emergenza che non accenna a placarsi.

Più flessibilità per medici e infermieri, arriva l’”intramoenia diffusa”

Si interviene sulla revisione del rapporto di lavoro dei professionisti sanitari. Per i dirigenti medici si apre la strada a un modello di libera professione “in forma allargata e flessibile” – una sorta di intramoenia diffusa – compatibile con l’orario di lavoro istituzionale e senza pregiudicare l’esclusività del rapporto. Vengono inoltre introdotte forme di flessibilità contrattuale, con differenti regimi di impegno orario e l’accesso agevolato al part-time.

Si passa poi al superamento del vincolo di incompatibilità: i medici dipendenti del Ssn e quelli convenzionati potranno svolgere attività professionale aggiuntiva presso soggetti pubblici o privati accreditati, al di fuori dell’orario di servizio e previa semplice comunicazione all’azienda di appartenenza. Un’apertura che riguarda anche il personale infermieristico, ostetrico e delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, chiamato a tamponare le falle di un sistema sempre più in affanno.

Specializzandi, cambio di status e reclutamento diretto per gli infermieri

Da un lato si prevede un “cambio d’inquadramento” del medico specializzando, con il riconoscimento di uno specifico status giuridico coerente con le responsabilità assistenziali progressivamente assunte. Dall’altro si punta a riordinare e razionalizzare le forme di lavoro flessibile per il loro impiego nel Ssn, compatibilmente con le esigenze formative.

Sul fronte infermieristico, gli emendamenti aprono al reclutamento diretto attraverso contratti di collaborazione libero-professionale, nel rispetto dei tetti di spesa vigenti. Ma la vera rivoluzione è altrove: viene proposto il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con l’aggiornamento del decreto del 2017 per garantire accesso universale ed erogazione omogenea su tutto il territorio nazionale.

Stop alle aggressioni, carriere più veloci e intelligenza artificiale

Viene introdotta la valorizzazione esplicita del carattere usurante dell’attività sanitaria e l’adozione di interventi per prevenire e contenere il fenomeno delle aggressioni. Per i contesti più esposti, come i pronto soccorso, si prevedono misure specifiche e l’estensione di tutele già previste dalla legge di Bilancio.

Sul fronte delle carriere, cade il vincolo quinquennale di anzianità per gli incarichi professionali, sostituito da meccanismi di progressione basati sul merito e sulla professionalità. Vengono inoltre semplificate le procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza medica e sanitaria.

Spazio anche all’innovazione tecnologica: diversi emendamenti puntano a sostenere l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale per ridurre gli oneri burocratici sul personale, e a promuovere la formazione specifica in materia, con corsi regionali il cui attestato diventerà titolo qualificante per i concorsi.

Professioni in evoluzione: osteopati, massofisioterapisti, psicologi

Per gli osteopati si definiscono standard nazionali per la formazione e l’accreditamento delle sedi di tirocinio, con l’obiettivo di integrarli progressivamente nei team multiprofessionali dell’assistenza territoriale.

Per i massofisioterapisti iscritti agli elenchi speciali arriva la tanto attesa stabilizzazione: un piano di integrazione formativa permetterà loro di acquisire crediti universitari per ottenere l’equivalenza al titolo di laurea in fisioterapia, con conseguente iscrizione all’albo e accesso alla formazione specialistica. Gli elenchi chiuderanno definitivamente nel 2030.

Per la psicologia si aprono nuovi percorsi di specializzazione post laurea in assistenza primaria, psicologia dello sviluppo, welfare ed emergenza-urgenza, mentre per gli psicologi psicoterapeuti si introduce la figura dello psico-oncologo.

Ordinamento professionale ed equo compenso

Si prevede la costituzione di un Ordine autonomo delle professioni sanitarie della riabilitazione, maggiori poteri di rappresentanza per le Commissioni d’albo nazionali e un nuovo organismo per la risoluzione dei conflitti di competenza tra profili professionali.

Sul fronte dell’equo compenso, un tavolo tecnico interministeriale definirà i parametri per le prestazioni di medici e odontoiatri, con l’estensione della legge 49/2023 ai rapporti con persone fisiche.

Tutte le proposte emendative presentate dalla maggioranza possono essere consultate al link di seguito:

https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/riforma-delle-professioni-sanitarie-la-maggioranza-allarga-il-perimetro-pi-flessibilit-su-libera-professione-per-medici-e-infermieri-stretta-su-aggressioni-e-nuovo-status-per-gli-specializzandi/

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