Autismo. Diagnosi più precise con il test del ‘motherese’


 I livelli di attenzione che i bambini prestano al ‘motherese’, la lingua e i suoni che le madri usano per comunicare con i figli piccoli, possono aiutare gli specialisti a stilare una diagnosi precoce di disturbi dello spettro autistico (ASD).

A evidenziarlo è un team dell’Università della California di San Diego, che su JAMA Network Open ha illustrato un test di tracciamento oculare per quantificare i livelli di attenzione dei bambini al motherese. Usando questa valutazione, gli scienziati sono stati in grado di identificare, in modo affidabile, un sottogruppo di bambini con ASD, i cui bassi livelli di attenzione al motherese erano associati anche a ridotte abilità sociali e di linguaggio.

Il motherese stimola l’attenzione e l’apprendimento dei bambini aiutandoli a sviluppare le capacità di linguaggio e la reattività emotiva. Lo studio ha coinvolto 653 bambini di età compresa tra uno e due anni, con o senza diagnosi di disturbi dello spettro autistico. Nell’esperimento, a ciascun bambino sono stati mostrati due video su uno schermo, uno di una donna che parlava in ‘motherese’, e un altro con scene non umane.


I bambini senza ASD mostravano un elevato interesse verso il motherese, passando circa l’80% del tempo a guardare il video, ma nei bambini con diagnosi di ASD i livelli di attenzione visiva coprivano un range compreso dallo 0 al 100% del tempo dell’esperimento. Il sottogruppo di bambini che si fissavano sul motherese meno del 30% del tempo sono stati accuratamente identificati come appartenenti al gruppo con ASD; questi stessi bambini hanno ottenuto anche punteggi inferiori ai test di abilità linguistiche e sociali.

Fonte: JAMA Network Open, 2023

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2801102

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