Il disturbo bipolare dopo i 50 anni

Il disturbo bipolare dell’età avanzata (OABD) si riferisce alla condizione in cui il disturbo bipolare si manifesta in individui con un’età di 50 anni o superiore. Sebbene manchino linee guida specifiche basate sull’evidenza, negli ultimi anni sono emersi diversi studi riguardanti questa condizione. Un’equipe di ricercatori ha condotto una revisione sull’OABD che sintetizza sia la letteratura precedente al 1° gennaio 2021 che quella più recente a partire dal 1° gennaio 2021.

Gli esperti esaminano diverse aree tematiche, ad esempio diagnosi e specificatori, evoluzione clinica, funzionamento psicosociale, capacità cognitiva, presenza di comorbidità fisiche e terapie farmacologiche. Sulla base delle prove più significative, vengono quindi formulate raccomandazioni cliniche specifiche per ciascun argomento trattato.

L’OABD rappresenta una sottocategoria particolarmente complessa del disturbo bipolare, caratterizzata da un rischio elevato di problemi cognitivi, condizioni mediche concomitanti, compromissione della funzione psicosociale e mortalità precoce. Le distinzioni tra i sottotipi di disturbo bipolare tipo I e II e tra l’OABD a insorgenza precoce e tardiva non si dimostrano clinicamente rilevanti per i pazienti con OABD. Gli operatori del settore della salute mentale dovrebbero affrontare i pazienti affetti da OABD con un approccio di cura globale che tenga conto delle condizioni cognitive e fisiche concomitanti e che integri elementi mirati al miglioramento del funzionamento psicosociale e della qualità della vita.

Gli Autori concludono che l’età avanzata non dovrebbe costituire, da sola, una ragione per escludere l’uso del litio come opzione di trattamento e le ricerche future dovrebbero concentrarsi sulla raccolta di dati relativi ad aspetti fondamentali utilizzando strumenti di misurazione validati.

Fonte: Curr Opin Psychiatry. 2023

https://journals.lww.com/co-psychiatry/fulltext/2023/09000/older_age_bipolar_disorder.10.aspx

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