Il dolore muscoloscheletrico cronico può aumentare il rischio di declino cognitivo

I risultati di uno studio pubblicato su Nature Mental Health evidenziano un modello eterogeneo di invecchiamento cerebrale nel dolore muscoloscheletrico cronico, e rivelano un modello morfologico ereditario che collega l’accelerazione dell’invecchiamento cerebrale al declino cognitivo e a un elevato rischio di demenza nell’artrosi del ginocchio.

“Il dolore muscoloscheletrico cronico (CMP), una patologia prevalente ed eterogenea caratterizzata da dolore persistente in varie parti del corpo, è una delle principali cause di disabilità in tutto il mondo e ha una notevole ripercussione sul cervello del paziente. Infatti, oltre a provare dolore, gli anziani con CMP mostrano anche un declino cognitivo accelerato e un rischio di demenza più elevato. Vi è però una comprensione limitata del meccanismo biologico alla base delle associazioni tra CMP e rischio di demenza” spiega Lei Zhao, della Chinese Academy of Sciences, Pechino, Cina, primo nome dello studio.

Utilizzando coorti su larga scala, trasversali e longitudinali (N = 9.344), i ricercatori hanno sviluppato un modello di età cerebrale basato sulla risonanza magnetica (N = 6.725) per valutare la differenza tra età cerebrale ed età cronologica, o “differenza di età prevista” (PAD), attraverso diversi tipi comuni di CMP (N = 2.427). Gli esperti hanno riscontrato un aumento significativo della PAD nelle coorti con dolori da artrosi del ginocchio (KOA) rispetto ai controlli sani, e hanno convalidato quanto trovato in un set di dati indipendente (N = 192), suggerendo l’esistenza di un modello di accelerazione dell’invecchiamento cerebrale legata al dolore dell’artrosi del ginocchio.

A questa accelerazione ha contribuito l’ippocampo in entrambi i set di dati. Il gene SLC39A8 ha mostrato pleiotropia tra accelerazioni dell’invecchiamento cerebrale e artrosi del ginocchio, e ha mostrato associazioni trascrizionali spaziali con i contributi regionali alle accelerazioni dell’invecchiamento cerebrale. I geni che mostravano associazioni trascrizionali spazialmente forti con contributi regionali erano altamente espressi nelle cellule microgliali e negli astrociti, ed erano principalmente arricchiti nella struttura sinaptica e nello sviluppo neurologico.

Fonte: Nat. Mental Health 2024

https://www.nature.com/articles/s44220-024-00223-3

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