Le donne con elevato rapporto tra monociti e colesterolo HDL hanno più spesso figli grandi per l’età gestazionale

Il rapporto tra monociti e colesterolo lipoproteico ad alta densità (MHR) materno è associato al rischio di neonati grandi per l’età gestazionale, e questa associazione potrebbe essere ulteriormente modificata dall’indice di massa corporea della madre, secondo uno studio pubblicato su Archives of Medical Research. “Il rapporto tra monociti e colesterolo lipoproteico ad alta densità è stato recentemente identificato come un nuovo marcatore di infiammazione e stress ossidativo. Tuttavia, non è noto se questo marcatore nella madre sia associato al peso fetale alla nascita” spiega Bin Yu, della Nanjing Medical University, Changzhou, Cina, primo nome dello studio.

Per meglio comprendere la situazione, i ricercatori hanno voluto analizzare l’associazione tra MHR materno e la frequenza di neonati piccoli o grandi per l’età gestazionale (SGA/LGA). Gli esperti hanno analizzato retrospettivamente le registrazioni dei ricoveri e i dati di laboratorio, e gli esiti del parto di donne incinte consecutive in cui il livello di lipidi nel sangue era stato studiato insieme al conteggio delle cellule del sangue. La conta dei monociti e l’MHR erano positivamente associati al peso alla nascita e al rischio di LGA, mentre i livelli del colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL-C) erano associati negativamente al rischio di LGA. Le donne in gravidanza obese, ovvero con un indice di massa corporea (IMC) ≥30 kg/m2, e con MHR più elevato, hanno mostrato un rischio di LGA aumentato significativamente di 6,39 volte rispetto a quelle con basso MHR e peso normale (BMI <25 kg/m2).

Fonte: Arch Med Res. 2023

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37179173/

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