SII e mortalità in-hospital: un nuovo marker per l’infarto nell’anziano bronchitico

Nei pazienti anziani affetti da bronchite cronica che vanno incontro a un infarto miocardico acuto, l’indice di infiammazione immunitaria sistemica (SII) misurato al momento del ricovero rappresenta un forte predittore indipendente del rischio di decesso intra-ospedaliero. L’identificazione precoce di questo marker potrebbe aiutare i clinici a stratificare meglio il rischio in una popolazione di per sé estremamente fragile a causa della sovrapposizione tra patologia polmonare e cardiaca. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Cardiovascular Medicine.

Questa ricerca osservazionale retrospettiva ha preso in esame i dati clinici di 252 pazienti anziani con diagnosi di bronchite cronica complicata da infarto miocardico acuto, arruolati consecutivamente. La coorte è stata suddivisa in due bracci in base all’esito clinico del ricovero: un gruppo di sopravvissuti, composto da 204 pazienti, e un gruppo di non sopravvissuti, che contava 48 soggetti. Al momento dell’ammissione in struttura, sono stati raccolti tutti i parametri demografici, clinici e di laboratorio, calcolando il valore di SII per ogni singolo partecipante sulla base dei dati emocromocitometrici. Le differenze tra i gruppi sono state valutate mediante test statistici mirati, inviando poi le variabili significative all’analisi di regressione logistica univariata e multivariata, e infine all’analisi della curva ROC per testare la capacità prognostica dell’indice.

Il confronto iniziale dei dati ha evidenziato che i pazienti che non sono sopravvissuti mostravano, rispetto ai sopravvissuti, livelli marcatamente più elevati di marcatori infiammatori e profili lipidici alterati. La regressione logistica univariata ha inizialmente evidenziato forti associazioni con la mortalità per emoglobina, colesterolo totale, colesterolo LDL, proteina C-reattiva (PCR) e SII.

Successivamente, il modello di regressione multivariata ha isolato tre fattori predittivi del tutto indipendenti per la mortalità in-hospital: il colesterolo LDL, la PCR e lo stesso indice SII. L’analisi della curva ROC ha dimostrato l’eccellente capacità discriminante del solo parametro SII, che ha registrato un’area sotto la curva (AUC) pari a 0,864. Il dato clinico più rilevante emerge però dalla combinazione dei tre fattori: l’uso congiunto di SII, PCR e colesterolo LDL ha infatti mostrato la performance predittiva più elevata in assoluto, raggiungendo un’AUC di 0,935.

Nelle persone anziane in cui la bronchite cronica riacutizzata o stabile si associa a un evento infartuale acuto, un valore elevato di SII si configura come un determinante indipendente e affidabile di mortalità intra-ospedaliera. Questo indice, facilmente ricavabile da esami routinari e a basso costo, offre una robusta accuratezza prognostica, che diventa quasi assoluta se integrata con i valori della proteina C-reattiva e del colesterolo LDL.

Front. Cardiovasc. Med., 2026

https://www.frontiersin.org/journals/cardiovascular-medicine/articles/10.3389/fcvm.2026.1696646/full

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