Supporto nutrizionale contro la cachessia neoplastica

La cachessia oncologica è una sindrome debilitante associata a una prognosi sfavorevole. Il supporto nutrizionale costituisce un pilastro della gestione clinica, ma la sua efficacia rimane incerta a causa di prove non consistenti. Lucas Porto Santos e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di sintetizzare gli effetti del supporto nutrizionale sui principali endpoint in pazienti con cachessia oncologica. Seguendo le linee guida PRISMA, il team ha interrogato 4 banche dati elettroniche per identificare gli RCT che hanno valutavano qualsiasi forma di supporto nutrizionale in adulti affetti da cachessia oncologica.

Gli endpoint considerati includono il peso e la composizione corporea, i biomarcatori biochimici, la forza di presa della mano (handgrip strength), la qualità della vita e l’appetito. Un modello a effetti casuali ha aggregato i dati, espressi come differenze medie (MD) o differenze medie standardizzate (SMD). Alla fine, gli esperti hanno selezionato 32 RCT. Il supporto nutrizionale è stato associato a modesti aumenti del peso corporeo (MD: 1,43 kg; intervallo di confidenza [IC] al 95%: 0,55-2,31 kg), della massa magra (MD: 1,11 kg; IC al 95%: 0,16-2,05 kg), della massa grassa (MD: 1,00 kg; IC al 95%: 0,41-1,59 kg) e a una riduzione della proteina C-reattiva (MD: -1,47 mg/L; IC al 95%: da -2,55 a -0,39).

Tuttavia, i risultati relativi alla PCR non sono risultati robusti nell’analisi di sensibilità. Non sono stati osservati effetti sulla forza di presa della mano, sull’albumina, sulla transferrina, sulla qualità della vita o sull’appetito. Le prove disponibili sono limitate da un prevalente alto rischio di bias tra gli studi inclusi. Gli Autori concludono che il supporto nutrizionale nei pazienti con cachessia oncologica apporta piccoli miglioramenti della composizione corporea. Tuttavia, la maggior parte delle misurazioni della composizione corporea è stata eseguita mediante valutazioni con bioimpedenziometria, il che ne limita la robustezza. Inoltre, questo approccio appare di per sé insufficiente per invertire le alterazioni metaboliche o migliorare la funzionalità. La certezza di queste prove evidenzia la necessità di studi di qualità superiore e condotti rigorosamente. (PROSPERO: CRD42024570706)

Fonte: Clin Nutr ESPEN. 2026

https://www.clinicalnutritionespen.com/article/S2405-4577(26)00699-6/fulltext

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