Biomarcatori sierici e sopravvivenza nel melanoma: i risultati di una meta-analisi

Elevati livelli sierici di LDH, proteina S100B, ctDNA, NLR e IL-6 sono significativamente associati a una ridottasopravvivenza nei pazienti con melanoma, sia in termini di sopravvivenza globale sia libera da progressione. A confermarlo è una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Scientific Reports, nata per definire il reale valore prognostico dei marcatori ematici nella pratica oncologica. Nelle analisi univariate, tutti i marcatori esaminati hanno mostrato una solida correlazione con un maggior rischio di decesso:

Un impatto analogo è emerso per la sopravvivenza libera da progressione, la cui riduzione è risultata predetta da valori elevati di ctDNA (HR 2,57; IC 95%: 1,95-3,39), NLR (HR 2,38; IC 95%: 1,52-3,73), LDH (HR 2,04; IC 95%: 1,68-2,47) e S100B (HR 1,94; IC 95%: 1,39-2,70). Nelle analisi multivariate, l’associazione con una peggiore sopravvivenza è stata confermata per tutti i parametri esaminati, insieme alla proteina C-reattiva (CRP), dimostrandone il valore prognostico indipendente.

In chiave clinica, l’LDH si riafferma come risorsa solida, economica e di immediata reperibilità per la stratificazione del rischio, mentre l’NLR si distingue come indicatore complementare di particolare utilità nei pazienti trattati con inibitori dei checkpoint immunitari. Infine, biomarcatori emergenti come il ctDNA mostrano un potenziale prognostico rilevante, pur richiedendo un’ulteriore validazione prima di un ingresso sistematico nella routine clinica.

Fonte: Scientific reports, 2026

https://www.nature.com/articles/s41598-026-54347-w

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