Displasia broncopolmonare, riammissioni per problematiche respiratorie nei primi 3 anni di vita

Nei bambini piccoli con displasia broncopolmonare (DBP), i marker di complessità clinica, come l’uso della ventilazione a livello domiciliare per insufficienza respiratoria cronica e il reflusso gastroesofageo, sono risultati associati a un’elevata probabilità di riammissioni per problemi respiratori. Altri fattori potenzialmente modificabili associati alle riammissioni includono la frequenza dell’asilo nido e il controllo dei sintomi respiratori. La gravità della DBP, invece, non è risultata associata al rischio di riammissione. È la conclusione cui è arrivato un gruppo coordinato da Gangaram Akangire, dell’Università del Missouri di Kansas City (USA). I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Pediatrics.

Obiettivo del team era esaminare le caratteristiche demografiche, cliniche e ambientali dei bambini con DBP associate ai ricoveri ospedalieri per problemi respiratori. Per la ricerca, sono stati raccolti dati demografici e clinici da bambini con DBP reclutati da 15 centri. I bambini con almeno un ricovero per cause respiratorie sono stati confrontati con i bambini non ricoverati, sulla base di questionari somministrati durante le visite ambulatoriali nei primi 3 anni di vita.

Nella ricerca sono stati inclusi 1.615 partecipanti, con un’età media di 9,4 ± 7,5 mesi al momento del reclutamento. Durante il periodo di studio, 352 (21,8%) hanno avuto almeno un ricovero e 1.263 non hanno riferito ricoveri. L’analisi ha mostrato che una maggiore probabilità di riammissione è risultata associata a una degenza iniziale più breve in terapia intensiva neonatale, all’uso della ventilazione a livello domiciliare, alla prescrizione di farmaci per il reflusso, alla frequenza dell’asilo nido e a un punteggio di controllo della displasia broncopolmonare (DBP) inferiore.

Journal of Pediatrics 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S002234762600168X

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