Dna mitocondriale circolante come biomarcatore nelle malattie cardiometaboliche

Le disfunzioni mitocondriali rappresentano una caratteristica chiave delle malattie cardiometaboliche, tra cui scompenso cardiaco (HF) e diabete di tipo 2 (T2D). Un recente studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha indagato il profilo del DNA mitocondriale circolante (mtDNA) in questi pazienti, valutando sia la frazione intracellulare che quella libera nel plasma. L’obiettivo era comprendere se queste componenti potessero fornire nuove informazioni per la stratificazione del rischio.

Lo studio ha coinvolto 120 pazienti suddivisi in tre gruppi: 50 con HF a frazione di eiezione preservata (HFpEF), 40 con HF a frazione di eiezione ridotta (HFrEF) e 30 a rischio di sviluppare HF. Di questi, il 35% era affetto da diabete. Ogni partecipante è stato sottoposto a esami clinici completi, tra cui test ematici, ECG a 12 derivazioni ed ecografia a riposo e sotto sforzo. Il profilo del mtDNA è stato analizzato tramite PCR quantitativa in tempo reale (qPCR), misurando il numero di copie della frazione cellulare e di quella libera nel plasma.

I risultati hanno mostrato un aumento del mtDNA libero nei pazienti con HF (con livelli più elevati in HFrEF rispetto a HFpEF) e in quelli con diabete. Un incremento del mtDNA libero è stato riscontrato anche nei soggetti con infiammazione sistemica (elevati livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità [hs-CRP] e rapporto neutrofili-linfociti [NLR] > 3) e segni ecografici di congestione. Al contrario, il rapporto tra mtDNA cellulare e libero risultava ridotto in questi pazienti, suggerendo una minore efficienza mitocondriale, mentre il mtDNA cellulare non mostrava variazioni significative.

L’analisi statistica ha evidenziato che il mtDNA libero e il rapporto mtDNA cellulare/mtDNA libero predicevano in modo indipendente la presenza di almeno due segni ecografici di congestione e una ridotta tolleranza allo sforzo (definita come consumo di ossigeno di picco < 16 mL/kg/min). Questi parametri rimanevano predittivi anche dopo aggiustamento per età, sesso, hs-CRP, NLR, Troponina T ad alta sensibilità e NT-proBNP.

Questi dati suggeriscono che il profilo del mtDNA circolante potrebbe rappresentare un nuovo biomarcatore della disfunzione mitocondriale nei pazienti con HF e diabete. L’alterazione del mtDNA libero e del suo rapporto con la frazione cellulare è associata a una maggiore infiammazione, congestione ed esercizio-intolleranza, aprendo la strada a nuove strategie di monitoraggio e trattamento nelle malattie cardiometaboliche.

Fonte: Cardiovasc Diabetol 

https://cardiab.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12933-025-02656-1

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