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Un allenamento dei muscoli espiratori (EMT) di 8 settimane in aggiunta alla fisioterapia toracica ha migliorato la funzionalità polmonare, la forza dei muscoli respiratori e periferici, la capacità funzionale e il controllo dell’asma nei bambini asmatici. È quanto mostra un gruppo coordinato da Meltem Kaya, della Istanbul Atlas University, in Turchia, secondo il quale l’EMT sembra essere un coadiuvante sicuro ed efficace nella gestione dell’asma pediatrico. I risultati dello studio sono stati pubblicati sull’European Journal of Pediatrics.
La disfunzione dei muscoli respiratori contribuisce a ridurre gli esiti polmonari ed extrapolmonari nei bambini con asma. Sebbene l’EMT sia stato ampiamente studiato, i suoi effetti nell’asma pediatrico restano poco chiari. Lo studio ha indagato gli effetti dell’EMT su 30 bambini tra 8 e 18 anni con asma clinicamente stabili. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un gruppo sperimentale (EG), che ha ricevuto EMT in aggiunta a un programma di fisioterapia toracica domiciliare, o a un gruppo placebo (SG) che ha eseguito lo stesso programma con una resistenza minima. L’EMT è stato eseguito una volta al giorno per 8 settimane al 30% della pressione espiratoria massima (MEP) con aggiustamenti settimanali del carico. La funzionalità polmonare, la forza muscolare respiratoria e periferica, il PCF, la capacità funzionale e i punteggi del test di controllo dell’asma (ACT) sono stati valutati al basale e dopo 8 settimane.
Dall’analisi è emerso che la FVC e la FEV1 sono migliorate in modo significativo solo nel gruppo EG, mentre il picco di flusso della tosse (PEF) è aumentato in entrambi i gruppi, con un miglioramento maggiore nel gruppo sperimentale. La MIP è aumentata in entrambi i gruppi, mentre la MEP e la MEP (% del valore previsto) sono migliorate solo nel gruppo EG. La PCF e la distanza percorsa nel test del cammino di 6 minuti (6MWT), inoltre, sono migliorate in entrambi i gruppi, con maggiori incrementi nel gruppo EG. Infine, i punteggi ACT sono aumentati in modo significativo in entrambi i gruppi, ma con un miglioramento maggiore nel gruppo EG.
Fonte:European Journal of Pediatrics, 2026
https://link.springer.com/article/10.1007/s00431-026-07114-y