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I pazienti pediatrici con epilessia e apnee notturne hanno un rischio significativamente più alto di arresto cardiaco improvviso e aritmia. Tuttavia, l’adenotonsillectomia può mitigare questo rischio, mentre l’uso a lungo termine della terapia a pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP) può aumentarlo. A mostrarlo è una ricerca pubblicata su Pediatrics da un gruppo guidato da Wu Po-Ming, della National Cheng Kung University a Taiwan, che evidenzia l’importanza di strategie di trattamento personalizzate nei pazienti pediatrici con epilessia e concomitante apnea notturna, per ridurre il rischio di arresto cardiaco improvviso.
Lo studio ha indagato l’incidenza e il rischio di arresto cardiaco improvviso e aritmia cardiaca nei pazienti pediatrici con epilessia e apnee notturne. L’indagine ha utilizzato i dati raccolti dalla rete di ricerca globale TriNetX, identificando pazienti a cui era stata diagnosticata l’epilessia. L’apnea notturna, invece, è stata identificata utilizzando i codici della Classificazione Internazionale delle Malattie, Decima Revisione, Modifica Clinica (ICD-10-CM) e le registrazioni polisonnografiche.
L’analisi è stata condotta su due coorti, ovvero pazienti con epilessia con e senza apnea notturna, sui quali sono stati valutati l’arresto cardiaco improvviso e l’aritmia cardiaca su
periodi di follow-up di 5 e 10 anni. I dati hanno mostrato che l’incidenza di arresto cardiaco improvviso è stata più alta nei pazienti con epilessia e apnea notturna (50,5 per 10.000 anni-persona) rispetto a quelli con sola epilessia (20,0 per 10.000) o sola apnea notturna (9,0 per 10.000). I pazienti con epilessia e apnea notturna, inoltre, presentavano un rischio aumentato di arresto cardiaco improvviso (hazard ratio [HR] a 5 anni: 1,99; HR a 10 anni: 1,74; entrambi p <0,001) e di aritmia cardiaca (HR a 10 anni: 2,06; p <0,001). L’epilessia refrattaria aumentava il rischio di arresto cardiaco improvviso (odds ratio [OR]: 1,74; IC al 95%: 1,25–2,42). Infine, la terapia CPAP a lungo termine è stata associata a un aumento del rischio di arresto cardiaco improvviso (OR: 3,41; IC al 95%: 2,27–5,11), mentre l’adenotonsillectomia lo ha ridotto (OR: 0,40; IC al 95%: 0,27–0,60).
Fonte: Pediatrics 2025