Screening cervicale: il sangue mestruale come possibile alternativa al test clinico
Una nuova frontiera per la prevenzione del tumore del collo dell’utero arriva dalla Cina. Uno studio trasversale basato sulla popolazione […]
La compromissione cognitiva correlata al cancro (CRCI) associata alla chemioterapia (“chemobrain”) nelle donne con cancro della mammella rappresenta una sequela impegnativa del trattamento antitumorale e l’allenamento cognitivo (CT) ha mostrato potenziale per migliorare la CRCI.
Celia Sánchez-Gómez e i suoi collaboratori hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di valutare l’efficacia del CT nel migliorare la CRCI in questa popolazione di pazienti. Gli esperti hanno selezionato11 documenti, 9 dei quali sono stati inclusi nella meta analisi. Otto studi hanno valutato l’effetto del CT sul punteggio globale della scala FACT-Cog, mostrando un’efficacia significativa (SMD = 0,2) e bassa eterogeneità. Sette studi hanno analizzato la compromissione cognitiva percepita (PCI), le capacità cognitive percepite (PCA) e l’impatto sulla qualità della vita (QOL), mentre 6 includono le valutazioni degli altri (OTH), mostrando un effetto complessivo significativo (SMD= 0,39) e nessuna eterogeneità rilevante. Sono stati osservati miglioramenti significativi nella PCI e nella PCA. L’analisi del funnel plot ha suggerito un possibile bias di pubblicazione.
Gli Autori concludono che l’allenamento cognitivo potrebbe essere efficace nel migliorare la CRCI nelle pazienti con tumore della mammella. Tuttavia, l’evidenza è di bassa qualità e, pertanto, sono ancora necessari studi di qualità superiore con campioni più ampi.
Fonte: Psychooncology. 2025
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pon.70251