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Fino a oggi l’embolia polmonare (PE) nei bambini era considerata una condizione rara e marginale nella pratica clinica. Ma un nuovo studio prospettico, il primo nel suo genere, presentato alla conferenza internazionale dell’American Thoracic Society (ATS 2025), rivela che la realtà è ben diversa: l’embolia polmonare pediatrica è molto più frequente di quanto si ritenesse, con incidenze simili a quelle riscontrate nella popolazione adulta.
La ricerca, i cui primi dati sono stati diffusi in occasione del congresso ATS, fa parte dello studio multicentrico BEEPER (BEdside Exclusion of Pulmonary Embolism in children without the need for Radiation), e ha coinvolto 4011 bambini in 21 pronto soccorso statunitensi. Tutti i pazienti, di età compresa tra i 4 e i 17 anni, si erano presentati con sintomi sospetti per embolia polmonare, come dispnea inspiegata.
I risultati sono superiori alle attese: al 6,3% dei bambini valutati con sintomi sospetti è stata effettivamente diagnosticata un’embolia polmonare acuta. Di questi, il 3,0% presentava PE isolata, l’1,8% trombosi venosa profonda (TVP) e l’1,3% entrambe le condizioni.
L’embolia polmonare nei bambini non è così rara come si credeva e va considerata, in particolare negli adolescenti con dispnea senza spiegazione apparente. Fino a oggi, gli studi retrospettivi basati su database suggerivano un’incidenza inferiore a 1 caso ogni 100.000 bambini l’anno. Questo nuovo studio, invece, apre uno scenario completamente nuovo, suggerendo che una fetta significativa di pazienti pediatrici potrebbe rimanere non diagnosticata.
Uno degli aspetti più innovativi della ricerca è la definizione di criteri clinici specifici per iniziare un percorso diagnostico mirato in caso di sospetto PE nei bambini. Fino a oggi, l’assenza di linee guida pediatriche chiare ha spesso portato a diagnosi tardive o a esami radiologici non necessari.
Circa l’80% dei bambini valutati ha ricevuto un test D-dimero come primo step diagnostico. In seguito, i casi sospetti sono stati sottoposti a esami di imaging come angio-TC polmonare (CTPA), scintigrafia polmonare (V/Q scan), risonanza magnetica (MRI) ed ecografia venosa.
La prossima fase della ricerca prevede uno studio multicentrico per verificare se l’adozione di nuove linee guida possa permettere di escludere in sicurezza i casi di PE pediatrica, evitando esami non sempre necessari e associati a potenziali rischi.
Fonte: Research and Practice in Thrombosis and Haemostasis, 2023
https://www.rpthjournal.org/article/S2475-0379(23)00011-0/fulltext