Il reflusso gastroesofageo è frequente nei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica

La malattia da reflusso gastroesofageo sembra essere frequente nei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, con una prevalenza complessiva stimata intorno al 47%, secondo una metanalisi pubblicata su BMC Pulmonary Medicine, diretta da Minghao Li, del National Medical Center del First Affiliated Hospital of Henan University of Chinese Medicine di Zhengzhou, Cina.

La fibrosi polmonare idiopatica è una malattia cronica e progressiva del polmone, caratterizzata da rimodellamento fibrotico del tessuto polmonare e progressiva compromissione della funzione respiratoria. In questi pazienti, la presenza di reflusso gastroesofageo è stata spesso segnalata, ma le stime disponibili sono molto variabili, anche a causa delle differenze tra popolazioni studiate, metodi diagnostici e disegni degli studi. Per approfondire la situazione abbiamo valutato in modo sistematico la prevalenza della malattia da reflusso gastroesofageo nei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, in modo da fornire un supporto basato sulle evidenze alla valutazione clinica e alla ricerca futura.

I ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica della letteratura, cercando studi pubblicati fino al 1° gennaio 2026 nei database PubMed, Embase, Cochrane Library, Web of Science e Scopus.

Due ricercatori hanno eseguito in modo indipendente selezione degli studi, estrazione dei dati e valutazione della qualità metodologica. In totale sono stati inclusi 33 studi, per un totale di 35.807 pazienti con fibrosi polmonare idiopatica. La metanalisi ha mostrato una prevalenza aggregata di malattia da reflusso gastroesofageo pari al 47,0%, con un intervallo di confidenza compreso tra 32,2% e 62,0%. Le analisi per sottogruppi hanno evidenziato differenze rilevanti.

La prevalenza infatti risultava più alta negli studi trasversali rispetto agli studi di coorte e caso-controllo, e dal punto di vista geografico era simile in Europa e Asia, relativamente più bassa in America e Oceania, e inferiore nei Paesi in via di sviluppo rispetto a quelli sviluppati. Anche il metodo diagnostico influenzava in modo importante le stime, e la prevalenza di reflusso risultava più alta negli studi che utilizzavano il monitoraggio del pH esofageo delle 24 ore rispetto a quelli basati su cartelle cliniche o su metodi non specifici di monitoraggio del reflusso, a suggerire che la modalità con cui viene ricercata la malattia possa incidere in maniera sostanziale sulla probabilità di identificarla.

Gli autori hanno osservato inoltre una prevalenza maggiore nei pazienti con meno di 60 anni rispetto alle fasce di età più avanzate, nei campioni di piccole dimensioni rispetto agli studi più ampi, e una frequenza leggermente superiore negli uomini rispetto alle donne. La meta-regressione ha indicato che tipo di studio, metodo diagnostico, età media e numerosità del campione erano tra le principali fonti di eterogeneità.

I risultati possono aumentare l’attenzione clinica verso il reflusso nei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica e supportare una valutazione più mirata quando sono presenti sintomi compatibili o elementi suggestivi. Tuttavia, le conclusioni devono essere interpretate con cautela, dato che la qualità e il numero degli studi disponibili, l’elevata eterogeneità e la segnalazione incompleta di possibili fattori confondenti limitano la solidità delle evidenze.

Fonte: BMC Pulm Med. 2026

https://link.springer.com/article/10.1186/s12890-026-04401-0

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