Infezioni batteriche nei trapianti di organi: sfide globali

Le infezioni batteriche, in particolare quelle causate da organismi multi-resistenti ai farmaci, rimangono una grave minaccia per la sopravvivenza dei riceventi di trapianto d’organo. Un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione sistematica con la finalità di valutare sistematicamente i patogeni batterici più comuni, i fattori di rischio e le strategie di prevenzione nel trapianto di organi solidi (SOT) con focus su trapianti di fegato, rene, cuore e polmone.

Sono state esplorate in modo esaustivo le banche dati PubMed, Scopus, Web of Science e Google Scholar alla ricerca di lavori specifici pubblicati tra il 2015 e il 2024. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 26 documenti che hanno soddisfatto i criteri di inclusione. Escherichia coli, Klebsiella spp. e Pseudomonas aeruginosa sono risultati i patogeni predominanti nella maggior parte dei tipi di trapianto.

Le infezioni del tratto urinario sono più frequenti nei trapianti di rene, mentre i riceventi di polmone, cuore e fegato mostrano una maggiore diversità di patogeni, inclusi MRSA, VRE e Acinetobacter. I principali fattori di rischio includono la terapia immunosoppressiva, la colonizzazione pre-trapianto, la degenza prolungata in terapia intensiva e gli organismi MDR derivati dal donatore. La profilassi antibiotica e i regimi immunosoppressivi variano tra gli studi senza un consenso universale sui protocolli ottimali.

 Gli Autori concludono che le infezioni batteriche influiscono significativamente sulla sopravvivenza dell’organo trapiantato e sugli outcome del paziente, in particolare durante il periodo precoce post-trapianto. La prevenzione efficace delle infezioni, la profilassi antimicrobica personalizzata e la gestione immunosoppressiva ottimizzata sono essenziali per migliorare i tassi di successo del trapianto.

Fonte: BMC Infect Dis. 2025

https://bmcinfectdis.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12879-025-11579-x

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