La demenza a corpi di Lewy resta rara ma sottodiagnosticata

La demenza a corpi di Lewy è una forma di decadimento cognitivo la cui reale diffusione nel mondo rimane difficile da definire. Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata su JAMA Neurology ha cercato di colmare questa lacuna, stimando incidenza e prevalenza della malattia a partire da studi di popolazione condotti a livello internazionale.

Gli autori hanno analizzato la letteratura disponibile su PubMed, Embase e Scopus dall’inizio dell’indicizzazione fino al 22 ottobre 2024, selezionando studi population-based che riportassero incidenza o prevalenza della demenza a corpi di Lewy secondo criteri diagnostici validati. Tre revisori hanno valutato in modo indipendente gli studi, estratto i dati e stimato il rischio di bias secondo le linee guida PRISMA. Le stime sono state poi combinate con modelli a effetti casuali, includendo analisi per età, sesso e disegno dello studio.

Su 2520 record inizialmente identificati, 16 studi di popolazione sono stati inclusi nella revisione e 12 hanno contribuito alle metanalisi. Nei soggetti di età pari o superiore a 65 anni, l’incidenza aggregata della demenza a corpi di Lewy è risultata pari a 46,85 casi per 100.000 persone-anno, con un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 23,78 e 92,30. La prevalenza nella stessa fascia di età è stata stimata in 352,26 casi per 100.000 abitanti, con un intervallo di confidenza al 95% tra 112,25 e 1099,79.

La malattia è risultata molto meno frequente prima dei 65 anni: nei soggetti più giovani, l’incidenza aggregata è stata di 0,34 casi per 100.000 persone-anno e la prevalenza di 2,52 casi per 100.000 abitanti. L’incidenza è apparsa più elevata negli uomini rispetto alle donne, con 5,45 casi per 100.000 persone-anno contro 4,32. Considerando tutte le età, l’incidenza grezza aggregata è stata di 4,79 casi per 100.000 persone-anno. Solo uno studio ha riportato la prevalenza sull’intera popolazione, pari a 19,13 casi per 100.000 abitanti.

Un elemento centrale dello studio è l’elevata eterogeneità tra le ricerche incluse, con valori di I² pari o superiori all’85%. Questo dato indica una notevole variabilità tra contesti, metodi di rilevazione e criteri applicati, e suggerisce cautela nell’interpretazione delle stime aggregate. Secondo gli autori, la bassa frequenza della demenza a corpi di Lewy clinicamente diagnosticata potrebbe riflettere non solo la reale rarità della condizione, ma anche una sostanziale sottodiagnosi e una sensibilità diagnostica ancora insufficiente nella pratica clinica e negli studi epidemiologici.

Nel complesso, la revisione conferma che l’incidenza e la prevalenza della demenza a corpi di Lewy aumentano nettamente con l’età, risultano più elevate negli uomini e variano ampiamente tra le diverse popolazioni studiate. I risultati forniscono un riferimento utile per la ricerca epidemiologica e per la programmazione sanitaria, ma sottolineano anche la necessità di criteri diagnostici più standardizzati e di una maggiore inclusione di popolazioni finora sottorappresentate, così da stimare con maggiore precisione il peso globale della malattia.

Fonte: JAMA Neurol. 2026

https://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/fullarticle/2848938

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