Farmaci e salute delle donne, l’Ema prepara una roadmap per colmare i gap nella ricerca
Le donne rappresentano circa la metà della popolazione mondiale, ma nella ricerca, nella produzione di evidenze e nello […]
I risultati di uno studio pubblicato su BMC Pediatrics evidenziano che un maggiore consumo di latticini e un minore consumo di zuccheri semplici a colazione sono associati a una riduzione della probabilità di difficoltà di apprendimento negli adolescenti. La ricerca è stata guidata da Reza Rahmanian, della Shiraz University, in Iran.
Le difficoltà di apprendimento compromettono il rendimento scolastico e le funzionalità cognitive. I fattori dietetici, in particolare gli alimenti consumati a colazione, possono influenzare le difficoltà di apprendimento. Obiettivo del team era esaminare l’associazione tra la composizione della colazione e le difficoltà di apprendimento negli adolescenti. I ricercatori hanno condotto uno studio trasversale su 501 adolescenti dai 10 anni. Dietologi qualificati hanno raccolto i dati dietetici utilizzando i ricordi dei ragazzi in merito agli alimenti consumati in 24 ore non consecutive. Peso e altezza sono stati misurati seguendo un protocollo standardizzato. Inoltre, le difficoltà di apprendimento sono state valutate utilizzando il questionario validato Colorado Learning Difficulties Score (CLDS).
Utilizzando il CLDS, gli adolescenti sono stati classificati in quattro quartili uguali. In tutte le analisi dei gruppi alimentari, gli adolescenti che consumavano meno di una porzione al giorno sono stati considerati il gruppo di riferimento. Gli adolescenti che consumavano più di una porzione di latticini avevano una minore probabilità di appartenere al quartile più alto di CLDS (1-2 porzioni: OR 0,42; IC 95% 0,20-0,87; 3-4 porzioni: OR 0,19; IC 95% 0,07-0,47; >4 porzioni: OR 0,22; IC 95% 0,05-0,86). Di contro, gli adolescenti che consumavano più di quattro porzioni di zuccheri semplici avevano una maggiore probabilità di appartenere al quartile più alto di CLDS (>4 porzioni: OR 3,60; IC 95% 1,09-11,8).
Fonte: BMC Pediatrics 2026
https://link.springer.com/article/10.1186/s12887-026-07085-x