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Secondo uno studio pubblicato su Annals of The Royal College of Surgeons of England, la riparazione laparoscopica dell’ulcera peptica è associata a mortalità e morbilità significativamente inferiori, e a una degenza più breve, rispetto all’approccio in aperto.
“Abbiamo voluto comparare i risultati della riparazione laparoscopica e in aperto per la perforazione dell’ulcera peptica” spiega Balamrit Singh Sokhal, della Keele University School of Medicine, Regno Unito, autore principale dello studio.
I ricercatori hanno portato avanti una revisione sistematica conforme a PRISMA con un protocollo registrato PROSPERO. Hanno identificato tutti gli studi clinici randomizzati controllati (RCT) che coinvolgevano pazienti con ulcera peptica perforata gestiti tramite riparazione laparoscopica o in aperto, e ne hanno valutato il rischio di bias. Le sintesi dei risultati per mortalità e morbilità perioperatorie, necessità di reintervento, tempo di procedura e durata della degenza ospedaliera sono state condotte utilizzando la modellazione degli effetti casuali per calcolare i rapporti di rischio o la differenza media.
I criteri di inclusione sono stati soddisfatti da nove studi, per un totale di 670 pazienti, di cui 317 avevano ricevuto un intervento chirurgico laparoscopico e 353 erano stati gestiti in aperto. La riparazione laparoscopica dell’ulcera peptica perforata ha ridotto significativamente la mortalità, le complicanze totali, l’ileo, le complicanze della ferita, e la durata della degenza ospedaliera rispetto all’approccio aperto. Non sono state riscontrate differenze significative nel tasso di perdita postoperatoria, raccolta addominale, sepsi, complicazioni respiratorie, reintervento e durata dell’intervento tra i due gruppi. “L’approccio laparoscopico nella gestione dell’ulcera peptica perforata dovrebbe essere la gestione di scelta, chiaramente se esiste competenza laparoscopica” concludono gli autori.
Fonte: Ann R Coll Surg Engl 2024
https://publishing.rcseng.ac.uk/doi/10.1308/rcsann.2024.0082