Lp(a) e diabete di tipo 2: associazione inversa nello studio Young Finns

I livelli sierici di lipoproteina(a) mostrano un’associazione inversa con il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e con i valori di insulina a digiuno. Il dato emerge da un’analisi della coorte prospettica del Young Finns Study pubblicata sulla rivista Cardiovascular Diabetology, condotta per chiarire la relazione tra concentrazioni di lipoproteina(a), incidenza di diabete e parametri glicemici.

La misurazione della lipoproteina(a) era inizialmente disponibile per 2.464 partecipanti nel 1986. Per l’analisi dell’incidenza del diabete di tipo 2, il basale è stato fissato al follow-up del 2001 su 2.263 soggetti di età compresa tra 24 e 39 anni che disponevano sia dei dati della lipoproteina sia dello stato diabetico. L’associazione con il diabete incidente è stata valutata mediante il modello di Fine-Gray. Le correlazioni con l’insulina e la glicemia a digiuno sono state analizzate attraverso modelli di regressione lineare a misure ripetute, impiegando i dati raccolti nel 1986, 2001, 2007, 2011 e 2018.

Nel corso di un follow-up medio di 16,6 anni a partire dal 2001, 144 partecipanti, pari al 6,4%, hanno sviluppato il diabete di tipo 2. I valori di lipoproteina(a) trasformati in scala logaritmica naturale nel 2001 sono risultati associati a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2, con un hazard ratio di 0,83 (intervallo di confidenza al 95%: 0,73–0,96) per ogni incremento unitario nel modello corretto per età e sesso. Sul piano longitudinale è emersa un’associazione inversa tra lipoproteina(a) e livelli di insulina a digiuno: rispetto al quartile inferiore, i soggetti nel quartile più elevato presentavano una concentrazione media di insulina a digiuno inferiore di 0,079 deviazioni standard (p = 0,019, trend-p = 0,0093). L’associazione inversa con la glicemia a digiuno è stata osservata unicamente nei soggetti di sesso maschile.

Gli autori concludono che concentrazioni più elevate di lipoproteina(a) in età adulta sono prospetticamente associate a un minor rischio di diabete di tipo 2 incidente. I riscontri longitudinali relativi all’insulina a digiuno supportano l’ipotesi di un legame tra lipoproteina(a), metabolismo dell’insulina e rischio diabetico.

Fonte: Cardiovasc Diabetol 2026
https://link.springer.com/article/10.1186/s12933-026-03368-w

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