Prevenire l’RSV nei neonati può ridurre il rischio di asma in età pediatrica

L’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) nei primi mesi di vita potrebbe fare molto più che causare bronchioliti o ricoveri ospedalieri. Secondo un nuovo studio belga-danese, proteggere i neonati dall’RSV potrebbe ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare asma in seguito. Lo studio è stato pubblicato da Science Immunology.

Ricercatori del VIB e dell’Università di Gand (UGent), in collaborazione con partner danesi, hanno analizzato dati nazionali su bambini e genitori e li hanno integrati con studi di laboratorio controllati. È merso che I bambini che contraggono RSV in forma severa nei primi mesi di vita sviluppano più facilmente risposte immunitarie eccessive agli allergeni comuni, come gli acari della polvere domestica. Il rischio aumenta ulteriormente se in famiglia ci sono casi di asma o allergie, perché gli anticorpi trasmessi dai genitori rendono il sistema immunitario dei neonati ancora più sensibile.

“L’asma infantile è una malattia complessa, con molti fattori genetici e ambientali che interagiscono”, spiega i Bart Lambrecht del VIB-UGent, autore senior dello studio. “Abbiamo scoperto che RSV e predisposizione allergica interagiscono in modo molto specifico, spingendo il sistema immunitario verso l’asma. La buona notizia è che questo processo può essere prevenuto”.

Secondo gli autori, questo è un momento chiave in cui politica sanitaria, pediatri e famiglie possono collaborare.”Se prevenire l’RSV riduce anche il rischio di asma, i benefici per i bambini e i sistemi sanitari potrebbero essere enormi”, conclude Lambrecht.

Fonte: Science Immunology, 2025

https://www.science.org/doi/10.1126/sciimmunol.adz4626

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