Pelle. È nell’RNA la causa principale delle scottature solari
Le scottature solari, invece del DNA, danneggiano l’RNA, innescando reazioni acute sulla pelle. A questa conclusione è giunto uno studio […]
Una review pubblicata su Dermatology and Therapy ha fatto il punto sulla gestione terapeutica della psoriasi pediatrica e sulle possibilità terapeutiche, sulle comorbilità, fino alle sfide future. La ricerca è stata curata da un gruppo spagnolo.
Secondo gli autori, la psoriasi pediatrica – una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata che spesso esordisce nell’infanzia o nell’adolescenza, oltre al coinvolgimento cutaneo è associata a un ampio spettro di comorbilità metaboliche, psicologiche e infiammatorie, nonché a una marcata compromissione della qualità della vita correlata alla salute sia nei pazienti che nei loro caregiver. I dati disponibili indicano un aumentato rischio di sovrappeso e obesità, l’aggregazione di fattori di rischio cardiometabolico e un’elevata prevalenza di comorbilità psicologiche e psichiatriche, tra cui depressione, ansia e idee suicide. Inoltre, le comorbilità infiammatorie, in particolare l’artrite psoriasica, richiedono un riconoscimento precoce per prevenire complicazioni irreversibili.
La gestione terapeutica della psoriasi pediatrica ha compiuto progressi negli ultimi anni con l’approvazione di diverse terapie biologiche supportate da studi specifici per la popolazione pediatrica. Ciononostante, rimangono importanti sfide da affrontare, come l’accesso limitato ai farmaci biologici, le restrizioni di età, l’uso off-label di terapie sistemiche convenzionali, le considerazioni relative alla vaccinazione e i pochi dati sulla sicurezza a lungo termine, in particolare per quanto riguarda la crescita, lo sviluppo puberale e l’esposizione cumulativa ai farmaci. Inoltre, mancano algoritmi terapeutici chiari e aggiornati per i pazienti pediatrici.
Nonostante la crescente attività di ricerca e gli studi clinici in corso, dunque, gli autori evidenziano la persistenza di esigenze insoddisfatte, tra cui i ritardi nello sviluppo di farmaci pediatrici, una valutazione insufficiente degli esiti extracutanei e una scarsa comprensione della traiettoria a lungo termine delle comorbilità. In questo senso, i dati emergenti che suggeriscono differenze immunopatogenetiche tra la psoriasi pediatrica e quella dell’adulto, insieme alla ricerca sui biomarker, potrebbero fornire indicazioni per futuri approcci personalizzati. Affrontare queste lacune sarà essenziale per ottimizzare l’assistenza a lungo termine, centrata sul paziente, per i bambini e gli adolescenti affetti da psoriasi, come concludono gli esperti.
Fonte:Dermatology and Therapy 2026
https://link.springer.com/article/10.1007/s13555-026-01846-3