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I risultati di una revisione sistematica condotta da ricercatori in Malesia e pubblicata nel 2026 sul Journal of pharmaceutical policy and practice accendono i riflettori sulla sovrapposizione tra asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (ACO). Lo studio evidenzia come l’assenza di criteri diagnostici standardizzati e di un consenso univoco sulla definizione della patologia generi forti incongruenze nella letteratura scientifica, penalizzando il riconoscimento e il management dei pazienti. Dall’analisi di 37 studi clinici, selezionati da 3 database elettronici, compare un quadro di estrema eterogeneità sul piano epidemiologico. La prevalenza stimata dell’ACO varia, infatti, in modo considerevole in base alla popolazione target e ai parametri diagnostici applicati dalle diverse ricerche. I dati epidemiologici mostrano le seguenti oscillazioni di prevalenza:
Sotto il profilo clinico, la sindrome ACO si caratterizza per una spiccata complessità patologica, derivante dalla compresenza di elementi tipici di entrambe le patologie respiratorie sottostanti. I fenotipi identificati mostrano un’associazione con specifici fattori clinici, tra cui: un BMI più elevato, la storia di tabagismo e una compromissione della funzionalità polmonare documentata dalla riduzione del FEV1%. Inoltre, i pazienti affetti da ACO presentano un carico di morbilità significativamente amplificato dalla frequente associazione con patologie concomitanti, come il diabete, il reflusso gastroesofageo, le malattie cardiovascolari e la rinite allergica. Questa marcata instabilità clinica e la presenza di molteplici comorbidità si traducono in un impatto prognostico severo: i dati confermano che i soggetti con ACO vanno incontro a un peggioramento della qualità della vita, correlato a tassi più alti di ospedalizzazione e di riacutizzazioni rispetto a chi presenta le singole patologie isolate.
Gli autori concludono che la forte variabilità epidemiologica riscontrata riflette fedelmente le discrepanze metodologiche e definitorie tra i diversi studi. Risulta pertanto urgente la definizione di criteri diagnostici standardizzati, un passaggio ritenuto essenziale per uniformare l’interpretazione dei dati epidemiologici e ottimizzare i percorsi terapeutici nella pratica clinica.
Fonte: Journal of pharmaceutical policy and practice, 2026
https://doi.org/10.1080/20523211.2026.2654490