B-lines polmonari nei pazienti con Covid-19 indicano gravità infettiva, non scompenso cardiaco

Uno studio prospettico pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha indagato il significato clinico delle B-lines all’ecografia polmonare (lung ultrasound, LUS) nei pazienti ospedalizzati per COVID-19, ma non ricoverati in terapia intensiva, evidenziando che queste immagini non sono associate a disfunzione ventricolare sinistra o a biomarcatori cardiaci tipici dello scompenso.

L’ecografia polmonare, particolarmente utile nello scompenso cardiaco acuto, rileva le B-lines come segno di aumento della densità polmonare, che può dipendere da congestione, polmonite o fibrosi. Tuttavia, il valore diagnostico di questo segno in pazienti non affetti da scompenso è ancora poco definito.

Nel presente studio, sono stati inclusi 270 pazienti COVID-positivi, età media 69 anni, di cui solo l’11% con pregresso scompenso cardiaco. L’ecografia polmonare è stata eseguita mediamente 4 giorni dopo il ricovero, e il 97% dei pazienti presentava almeno una B-line, con una mediana di 13 linee per paziente. La funzione sistolica del ventricolo sinistro risultava conservata (LVEF mediana 59%).

Analisi statistiche aggiustate hanno mostrato che un numero maggiore di B-lines era associato a livelli più elevati di proteina C-reattiva (IRR 16% per ogni incremento logaritmico; P < 0,001), a punteggi più alti nell’Early Warning Score (IRR 5% per punto; P = 0,003) e a un gradiente di rigurgito tricuspidale più elevato (IRR 2% per mmHg; P = 0,001), quest’ultimo indicativo di ipertensione polmonare. Non è emersa, invece, alcuna correlazione tra B-lines e parametri di funzione ventricolare sinistra né con i livelli di NT-proBNP. Inoltre, la presenza di B-lines non si è dimostrata predittiva della mortalità a 30 giorni.

In conclusione, nei pazienti ricoverati con COVID-19, le B-lines all’ecografia polmonare si associano più strettamente a marcatori di infiammazione e ipertensione polmonare che a segni di scompenso cardiaco. Questo suggerisce che, in contesti infettivi, le B-lines non devono essere interpretate come indicatore di congestione cardiogena, ma piuttosto come espressione della severità della malattia polmonare infiammatoria.

Fonte: Front. Cardiovasc,- 2025

https://www.frontiersin.org/journals/cardiovascular-medicine/articles/10.3389/fcvm.2025.1618919/full

Contenuti simili

I più visti