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Nei pazienti con scompenso cardiaco cronico (CHF) e dispnea acuta, la presenza di linee B all’ecografia polmonare può generare ambiguità diagnostiche, essendo comuni sia all’edema polmonare cardiogeno (CPE) che alla polmonite. Uno studio pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha valutato il potenziale diagnostico del parametro ecocardiografico ΔSV — differenza tra volume sistolico ventricolare destro (RVSV) e sinistro (LVSV) — per distinguere tra le due condizioni.
Lo studio retrospettivo ha incluso 133 pazienti con CHF e dispnea acuta, successivamente classificati come affetti da CPE (n=58) o da polmonite, sulla base di un’integrazione diagnostica comprensiva di imaging toracico, biomarcatori e valutazione clinica. Un ulteriore gruppo di 30 pazienti con CHF, ma asintomatici e privi di dispnea, è stato incluso come controllo. Le misurazioni ecocardiografiche standard comprendevano RVSV, LVSV, TAPSE (escursione sistolica dell’anello tricuspide), MAPSE (escursione sistolica dell’anello mitralico) e il rapporto TAPSE/MAPSE, oltre al calcolo della pressione di riempimento ventricolare sinistra tramite E/e′.
L’analisi delle curve ROC ha mostrato che ΔSV è un parametro promettente nella discriminazione tra CPE e polmonite in pazienti con CHF: l’area sotto la curva (AUC) è risultata pari a 0,772, con una sensibilità del 67,24% e una specificità del 78,67%. In confronto tra CHF-CPE e soggetti di controllo, l’AUC di ΔSV raggiungeva 0,830 (sensibilità 87,93%, specificità 76,67%). Il rapporto TAPSE/MAPSE ha mostrato performance diagnostiche inferiori, con un’AUC di 0,724 nel confronto CPE/polmonite e di 0,656 nel confronto CPE/controlli.
L’analisi multivariata ha confermato ΔSV come fattore indipendente associato alla presenza di CPE, con un odds ratio significativo sia nel confronto con il gruppo pneumonia (OR = 1,076; IC 95%: 1,019–1,137), sia con i controlli (OR = 1,066; IC 95%: 1,007–1,129).
Questi risultati suggeriscono che la misurazione della differenza tra i volumi sistolici destro e sinistro potrebbe rappresentare uno strumento utile nella valutazione rapida e non invasiva di pazienti con scompenso cardiaco e sintomi respiratori acuti, aiutando a evitare decisioni terapeutiche inappropriate come la rimozione eccessiva di fluidi in presenza di polmonite. Tuttavia, sono necessari studi prospettici su coorti più ampie per confermare la validità clinica del parametro ΔSV.
Fonte: Front. Cardiovasc. 2025
https://www.frontiersin.org/journals/cardiovascular-medicine/articles/10.3389/fcvm.2025.1693941/full