Prendere troppo peso in gravidanza aumenta probabilità di asma e rinite nei figli
Un aumento di peso eccessivo in gravidanza (GWG) è associato a una maggiore probabilità di asma, rinite e sensibilizzazione in […]
Uno studio recente condotto da ricercatori cinesi e pubblicato nel 2026 sulla rivista International Journal of Chronic Obstructive Pulmonary Disease ha analizzato l’evoluzione clinica della pre-BPCO. Attraverso una meta-analisi condotta su 10 database internazionali, i ricercatori hanno determinato che il 20% degli individui in questa condizione progredisce verso la patologia conclamata. Il campione preso in esame riguardava soggetti che, pur non rientrando nei parametri spirometrici standard per la diagnosi, presentavano già sintomi, anomalie all’imaging o alterazioni della funzione polmonare. La ricerca ha selezionato 21 articoli per la valutazione qualitativa e 13 per il calcolo dell’incidenza, identificando cinque fattori di rischio determinanti per la progressione, tra cui:
1. PRISm (spirometria compromessa con rapporto conservato): OR = 2,92 (IC 95% 1,79-4,74)
2. Storia di tabagismo: OR = 4,08 (IC 95% 2,14-7,18); HR = 2,21 (IC 95% 1,59-3,07)
3. Asma: OR = 2,50 (IC 95% 1,93-3,24)
4. Bronchite cronica non ostruttiva (NOCB): OR = 2,07 (IC 95% 1,32-3,24); HR = 2,46 (IC 95% 1,61-3,75)
5. Età: OR = 1,09 (IC 95% 1,03-1,15)
Le conclusioni del lavoro sottolineano l’importanza di superare l’attuale dicotomia diagnostica per concentrarsi sulla gestione precoce. L’integrazione di questi fattori di rischio nei sistemi di stratificazione clinica permetterebbe ai medici di riconoscere tempestivamente i pazienti ad alto rischio. Di conseguenza, una sorveglianza più stretta, interventi mirati per smettere di fumare e un trattamento ottimizzato dell’asma diventano strumenti essenziali per prevenire o ritardare l’esordio della malattia.
Fonte: International journal of chronic obstructive pulmonary disease, 2025