World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester

È stata pubblicata la nuova classifica mondiale World’s Best Hospitals 2026  realizzata da Newsweek in collaborazione con Statista, che individua i 250 ospedali più importanti del pianeta. La graduatoria tiene conto di raccomandazioni cliniche, indicatori di qualità delle cure, dati sull’esperienza dei pazienti e sull’implementazione delle misure di outcome riferiti direttamente dai pazienti (PROMs).

La top 5 globale vede ai primi posti istituti statunitensi e nordici:

5° – Massachusetts General Hospital

1° – Mayo Clinic

2° – Toronto General Hospital

3° – Cleveland Clinic

4° – Karolinska Universitetssjukhuset (primo europeo)

Altri ospedali europei nella top 20 includono Charité – Universitätsmedizin Berlin (Germania) e Hôpital Universitaire Pitié-Salpêtrière (Francia), confermando la forza della sanità pubblica europea.

La presenza italiana nella classifica mondiale

L’Italia, pur non piazzandosi nella top 10 globale, è ben rappresentata all’interno della graduatoria internazionale. Tra i 250 ospedali premiati compaiono alcune delle strutture sanitarie più prestigiose del nostro Paese, segno di un sistema sanitario che conserva centri d’eccellenza riconosciuti anche all’estero.

In particolare:

Queste due realtà si confermano punti di riferimento non solo a livello nazionale, ma anche nel confronto internazionale, integrando competenze cliniche avanzate con servizi multidisciplinari e cure specialistiche all’avanguardia.

Le posizioni degli Ospedali Italiani nella Top 250

·  33 – Policlinico Universitario A. Gemelli – Roma

·  43 – Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Milano

·  51 – Istituto Clinico Humanitas – Rozzano (MI)

·  57 – Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato – Milano

·  76 – Policlinico Sant’Orsola-Malpighi – Bologna

·  104 – Ospedale Papa Giovanni XXIII – Bergamo

·  127 – Azienda Ospedale Università Padova – Padova

·  134 – Ospedale Policlinico San Matteo – Pavia

·  142 – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona – Ospedale Borgo Trento – Verona

·  192 – Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi – Firenze

·  198 – AOU Policlinico di Modena – Modena

·  203 – Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea – Roma

·  221 – Presidio Ospedaliero Molinette – A.O.U. Città della Salute e della Scienza – Torino

Come viene calcolata la classifica: la metodologia 2026

La classifica World’s Best Hospitals valuta ospedali in 32 Paesi, scelti in base a fattori come aspettativa di vita, dimensione della popolazione, numero di ospedali e disponibilità di dati. Per la quarta volta, gli ospedali sono stati intervistati sull’implementazione delle Patient-Reported Outcome Measures (PROMs), questionari standardizzati compilati dai pazienti per misurare il loro benessere funzionale e la qualità della vita.

La graduatoria si basa su quattro fonti di dati:

Nota importante: i punteggi sono confrontabili solo all’interno dello stesso Paese, perché ogni nazione usa fonti differenti per esperienza dei pazienti e metriche di qualità. La lista globale dei migliori ospedali viene quindi determinata principalmente dalle raccomandazioni internazionali e dalla posizione nazionale.

Dal 2024, Statista collabora con International Consortium for Health Outcomes Measurement (ICHOM) per sviluppare ulteriormente le PROMs, con l’obiettivo di promuovere la sanità basata sul valore e l’uso dei dati dei pazienti per migliorare le cure.

Qualità, esperienza e innovazione

La classifica valuta non solo gli indicatori clinici, ma anche l’esperienza dei pazienti e le pratiche innovative. Le misure PROMs permettono di misurare l’impatto delle cure sulla qualità di vita dei pazienti, offrendo un quadro completo e umanizzato della performance ospedaliera.

Sfide e prospettive per il SSN

L’ingresso degli ospedali italiani nella graduatoria mondiale conferma la qualità di alcune eccellenze, ma evidenzia anche le sfide persistenti: disparità regionali di accesso ai servizi (le strutture italiane nella top 250 sono tutte delle regioni del centro-nord), pressione sui pronto soccorso e necessità di investimenti continui in tecnologia e personale. Confrontare l’esperienza delle eccellenze europee e italiane può orientare strategie di miglioramento e trasferimento di pratiche virtuose ad altre strutture italiane.

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