Prevalenza, caratteristiche e outcome delle co-infezioni respiratorie virali

Le co-infezioni virali sarebbero comuni, in particolare tra i bambini più piccoli, e sarebbero associate a risposte infiammatorie leggermente più elevate e a un maggiore utilizzo di farmaci antinfiammatori. Tuttavia, la co-infezione non influenzerebbe in modo significativo la durata del ricovero o il ricovero in terapia intensiva. Sono i risultati di uno studio pubblicato sull’European Journal of Pediatrics e condotto da Iddo Reisler e colleghi dello Schneider Children’s Medical Center of Israel.

Le infezioni delle vie respiratorie (ITR) sono una delle principali cause di ricovero nei pazienti pediatrici. Sebbene vengano frequentemente rilevate infezioni virali concomitanti, il loro impatto sugli esiti clinici è poco chiaro. Lo studio ha valutato se la co-infezione virale nei bambini porti a esiti clinici peggiori, livelli più elevati di marker infiammatori o una maggiore necessità di assistenza rispetto alle infezioni da un singolo virus.

Nell’analisi, il team ha studiato, in modo retrospettivo, 5.703 bambini per ITR presso un centro pediatrico (2017-2024). Di questi, 1.120 (19,6%) presentavano infezioni virali multiple. I bambini con co-infezione erano più piccoli (età mediana 0,9 anni [IQR 0,5-1,6] vs. 1,2 [IQR 0,4-3,2], p < 0,0001) e presentavano una maggiore probabilità di avere marker infiammatori elevati, tra cui livelli più alti di proteina C-reattiva (PCR) e globuli bianchi. Nonostante queste differenze, i principali esiti ospedalieri, tra cui la durata della degenza (mediana 4 giorni [IQR 3-6] in entrambi i gruppi), il ricovero in terapia intensiva (8,0% vs. 7,2%) e i tassi di riospedalizzazione a 30 giorni, non differivano in modo significativo. Infine, i pazienti con co-infezione venivano trattati più frequentemente con broncodilatatori e steroidi.

Fonte: European Journal of Pediatrics 2026

https://link.springer.com/article/10.1007/s00431-026-07056-5

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