Virus Shamonda. In Francia il primo caso al mondo di infezione umana. Ecdc monitora la situazione
Per la prima volta al mondo è stata segnalata un’infezione umana da virus Shamonda (SHAV), un agente patogeno […]
In uno studio di coorte condotto su coppie madre-figlio, una migliore salute cardiovascolare della madre durante la gravidanza è risultata associata a un minor rischio di ritardo dello sviluppo nella prole all’età di 4 anni. La ricerca, pubblicata su JAMA Network Open, è stata condotta da un gruppo coordinato da Hisashi Ohseto, della Tohoku University di Sendai, in Giappone.
Il ritardo dello sviluppo influisce sulla vita quotidiana, sul funzionamento sociale e sulla salute mentale. La salute cardiovascolare materna (CVH) durante la gravidanza può indicare un ambiente intrauterino negativo, ma la sua associazione con il ritardo dello sviluppo non è chiara. Obiettivo dello studio era esaminare l’associazione tra la CVH della madre durante la gravidanza e il ritardo dello sviluppo nei figli a 4 anni di età. Lo studio ha arruolato pazienti tra il 2013 e il 2017, con un follow-up di 5 anni. I partecipanti includevano coppie madre-figlio arruolate nello studio del progetto Tohoku Medical Megabank. I figli sono stati seguiti fino all’età di 4 anni.
Complessivamente, sono state analizzate 8238 coppie madre-figlio. I figli sono stati valutati a un’età media (DS) di 4,1 (0,2) anni e includevano 4.299 maschi (52,2%). Tra le madri con un punteggio CVH alto, moderato e basso, rispettivamente 154 (8,8%), 763 (12,1%) e 33 (16,8%) avevano figli con un generale ritardo dello sviluppo. Rispetto a un elevato livello di salute CVH, un livello moderato (rapporto di rischio [RR], 1,30; IC 95%, 1,09-1,54) e un livello basso (RR, 1,62; IC 95%, 1,11-2,36) di CVH durante la gravidanza sono risultati associati a un ritardo dello sviluppo a livello generale.
Un basso livello di CVH, in particolare, è risultato associato a una maggiore prevalenza di ritardo dello sviluppo in tutti e 5 gli ambiti, con l’ambito personale-sociale che ha mostrato la dimensione dell’effetto maggiore (RR, 2,23; IC 95%, 1,23-4,07; p per trend =0,002) e l’ambito della comunicazione che ha mostrato la dimensione dell’effetto minore (RR, 1,40; IC 95%, 0,69-2,85; p per trend =0,03).
Fonte: JAMA Netw Open 2026
https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2850602