La Nigeria conferma un caso importato di Ebola Bundibugyo: è il quinto Paese a rilevare il virus
La Nigeria ha confermato un caso importato di malattia da virus Ebola Bundibugyo nel Territorio della Capitale Federale, […]
I disturbi dell’umore, inclusi il disturbo depressivo maggiore (MDD) e il disturbo bipolare (BD), sono associati a una disabilità sostanziale e a frequenti errori diagnostici, in particolare nelle fasi iniziali e nella diagnosi differenziale tra depressione unipolare e bipolare.
La diagnosi, attualmente, rimane basata principalmente sulla valutazione clinica, evidenziando la necessità di biomarcatori oggettivi per migliorare il rilevamento precoce e l’accuratezza.
La retina, che condivide proprietà strutturali e neurochimiche con il cervello, rappresenta un candidato promettente e, per valutarne la funzione, l’elettroretinografia (ERG) è ampiamente utilizzata. Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi con lo scopo di esaminare i risultati dell’ERG nei disturbi dell’umore e nelle popolazioni geneticamente a rischio elevato.
Sono state esplorate le banche dati PubMed, Web of Science, Embase e APA PsycINFO fino al 25 novembre 2025 (PROSPERO: 1234381). La qualità metodologica è stata valutata utilizzando la scala Newcastle-Ottawa modificata. Sono state condotte metanalisi a effetti casuali per i parametri dell’ERG a campo intero nel disturbo depressivo maggiore senza specificatori dichiarati.
Alla fine, gli esperti hanno selezionato 32 studi (n = 1334), 5 dei quali utilizzati nella metanalisi. I disturbi dell’umore sono stati generalmente associati a ridotte ampiezze dell’ERG e a tempi impliciti prolungati. Nel disturbo depressivo maggiore è stata osservata una significativa filtrazione o prolungamento del tempo implicito dell’onda b in condizioni scotopiche miste (g = 0,23, IC al 95% 0,00-0,46), mentre altri parametri non sono risultati significativi.
Gli studi sul disturbo bipolare e sul disturbo affettivo stagionale suggeriscono alterazioni retiniche dipendenti dallo stato dell’umore, e la prole ad alto rischio ha mostrato anomalie dell’ERG associate a caratteristiche subcliniche e cognitive. Gli Autori concludono che, nel complesso, l’ERG mostra alterazioni coerenti ma eterogenee nei disturbi dell’umore e potrebbe avere un valore potenziale per la diagnosi precoce, la diagnosi differenziale e la stratificazione, sebbene siano necessari ulteriori studi longitudinali e metodologicamente armonizzati per chiarirne l’utilità clinica.
Fonte: J Affect Disord. 2026
https://www.researchgate.net/publication/413773820_Retinal_electrophysiology_in_mood_disorders_Toward_clinically_relevant_biomarkers_A_systematic_review_and_meta-analysis