Dermatite atopica: nelle aree metropolitane maggiore presenza di Staphylococcus aureus sulla cute

Nei pazienti con dermatite atopica che vivono in un’area metropolitana a elevato carico di inquinanti, la cute lesionata presenta una maggiore abbondanza relativa di Staphylococcus aureus (S.aureus) rispetto a quella dei pazienti residenti in una zona meno urbanizzata e con maggiore biodiversità ambientale, secondo uno studio pubblicato su Dermatology and Therapy.

La dermatite atopica deriva dall’interazione tra alterazione della barriera cutanea, disregolazione immunitaria di tipo 2 e disbiosi del microbiota, caratterizzata da una minore diversità batterica e dalla predominanza di Staphylococcus aureus. Lo studio ha esaminato l’ipotesi che l’esposoma urbano, attraverso l’inquinamento atmosferico e una minore diversità microbica ambientale, potesse contribuire a modificare ulteriormente il microbiota cutaneo dei pazienti.

Lo studio comparativo trasversale ha coinvolto 20 pazienti con dermatite atopica attiva, dieci bambini di età compresa tra sei e 12 anni e dieci adulti tra 20 e 31 anni, che non avevano ricevuto trattamenti specifici nei 30 giorni precedenti. I partecipanti risiedevano nell’area metropolitana di São Paulo oppure a Botucatu, città dell’interno dello Stato di São Paulo caratterizzata da un minore carico di inquinanti e da una maggiore biodiversità ambientale. I ricercatori hanno raccolto tamponi cutanei dalle lesioni e analizzato il microbiota attraverso il sequenziamento del gene dell’RNA ribosomiale 16S. Sono state confrontate la diversità alfa e beta e l’abbondanza relativa di S. aureus, Staphylococcus epidermidis e Staphylococcus hominis in relazione sia alla zona di residenza sia all’età. Il 60% del campione era costituito da maschi e il 75% presentava una dermatite atopica di gravità moderata. Complessivamente sono stati identificati 658 taxa batterici. La diversità alfa non differiva significativamente tra le due aree geografiche né tra bambini e adulti e non sono emerse differenze globali significative nella composizione della comunità batterica. Una differenza selettiva è stata tuttavia osservata per S. aureus. I pazienti residenti nell’area metropolitana presentavano una sua abbondanza relativa significativamente maggiore, oltre a proporzioni più elevate di S. aureus rispetto alla quantità totale di batteri e agli altri stafilococchi, in confronto ai soggetti residenti nell’area dell’interno. Questi dati preliminari suggeriscono quindi che l’esposoma urbano possa contribuire a una specifica alterazione del microbiota cutaneo nella dermatite atopica, favorendo l’arricchimento di S. aureus anche in assenza di differenze nella diversità microbica complessiva. Si tratta tuttavia di risultati esplorativi, ottenuti in un campione molto piccolo, che dovranno essere confermati in studi più ampi con misurazioni oggettive dell’esposizione ambientale.

Fonte: Dermatol Ther (Heidelb). 2026
https://www.researchgate.net/publication/414429881_Urban_Exposome_and_Skin_Microbiome_in_Atopic_Dermatitis_A_Comparative_Study_Between_Two_Brazilian_Municipalities

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