Valore prognostico combinato di AIP e LAR nello shock cardiogeno da infarto

Uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Cardiovascular Medicine ha valutato il valore prognostico combinato dell’Atherogenic Index of Plasma (AIP), indicatore del metabolismo lipidico, e del rapporto lattato/albumina (LAR), espressione di ipoperfusione tissutale e infiammazione, nei pazienti con infarto miocardico acuto complicato da shock cardiogeno (AMICS).

La coorte retrospettiva ha incluso 207 pazienti consecutivi con AMICS tra gennaio 2023 e gennaio 2025, suddivisi in sopravvissuti (n = 174) e non sopravvissuti (n = 33). Sono state raccolte variabili cliniche, laboratoristiche, ecocardiografiche e terapeutiche rilevate all’ammissione. La regressione LASSO ha selezionato i predittori candidati, mentre una regressione logistica multivariabile ha identificato i fattori predittivi indipendenti e ha consentito di costruire un nomogramma. Le prestazioni sono state analizzate tramite area sotto la curva ROC (AUC), metriche di calibrazione, validazione interna con bootstrap e analisi delle curve di decisione.

I pazienti deceduti presentavano valori di AIP (0,33 ± 0,23 contro 0,06 ± 0,30) e di LAR superiori rispetto ai sopravvissuti (P < 0,05). La regressione LASSO ha individuato sei predittori candidati. La ventilazione meccanica (OR = 10,10, IC 95%: 3,09–33,09, P < 0,001), una frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 40% (OR = 3,49, IC 95%: 1,23–9,90, P = 0,019), l’AIP (OR = 4,30 per aumento di una DS, P < 0,001) e il LAR (OR = 1,88 per aumento di una DS, P = 0,005) sono risultati associati in modo indipendente alla mortalità intraospedaliera. Il modello combinato ha mostrato una discriminazione interna con AUC pari a 0,909 (IC bootstrap 95%: 0,853–0,957), superiore a quella di AIP da solo (AUC = 0,777) o di LAR da solo (AUC = 0,735). La calibrazione è risultata accettabile (test di Hosmer–Lemeshow P = 0,853; Brier score = 0,077, IC bootstrap 95%: 0,052–0,103). Il modello è stato sottoposto a sola validazione interna e deve essere considerato generatore di ipotesi in attesa di validazione esterna.

Gli autori concludono che AIP e LAR sono associati indipendentemente alla mortalità intraospedaliera e possono riflettere vie fisiopatologiche complementari legate al metabolismo lipidico, all’ipoperfusione e all’infiammazione. Il nomogramma integra questi biomarcatori con parametri di gravità emodinamica e respiratoria e potrebbe supportare la stratificazione precoce del rischio, ma necessita di una validazione esterna multicentrica prima dell’impiego nella pratica clinica ordinaria.

Fonte: Front. Cardiovasc. Med., 2026
https://www.frontiersin.org/journals/cardiovascular-medicine/articles/10.3389/fcvm.2026.1816471/full

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