L’obesità viscerale nei normopeso aumenta il rischio cardiometabolico

L’obesità addominale nei soggetti con indice di massa corporea nella norma è associata a un incremento del rischio di sviluppare patologie cardiometaboliche. È quanto emerge da uno studio longitudinale condotto su una popolazione cinese e pubblicato sulla rivista BMC Cardiovascular Disorders.

La ricerca, impostata come studio di coorte retrospettivo, ha analizzato le cartelle cliniche dei controlli sanitari eseguiti presso il Jiangsu Province Geriatric Hospital. Sono stati reclutati 5.606 partecipanti normopeso, con un indice di massa corporea compreso tra 18,0 e 24,0 kg/m² e privi di malattie cardiometaboliche al momento della visita iniziale nel 2022. L’obesità centrale nei soggetti normopeso è stata definita da una circonferenza vita pari o superiore a 90 cm per gli uomini e ad 80 cm per le donne. I partecipanti sono stati seguiti fino all’insorgenza di eventi cardiometabolici o fino all’ultima visita nel 2024. L’associazione tra l’obesità centrale e l’incidenza delle patologie è stata stimata mediante modelli a rischi proporzionali di Cox per calcolare gli hazard ratio e i relativi intervalli di confidenza al 95%.

Nel campione esaminato, caratterizzato da un’età mediana di 40 anni, 388 individui (pari al 6,9%) presentavano obesità centrale. Durante un periodo medio di follow-up di 1,98 ± 0,18 anni, l’obesità centrale nei normopeso è risultata associata a un maggior rischio di patologie cardiometaboliche rispetto al gruppo di controllo normopeso privo di adiposità addominale, con un hazard ratio pari a 1,39 (IC 95%: 1,13–1,71). Incrementi del rischio sono stati osservati anche per i singoli fattori correlati, quali ipertensione arteriosa, diabete mellito e iperlipidemia.

L’analisi dei dati evidenzia l’impatto dell’obesità viscerale sull’insorgenza di eventi cardiometabolici, confermando l’opportunità di valutare la circonferenza addominale anche nei pazienti con peso corporeo nella norma.

Fonte: BMC Cardiovasc Disord 2026

https://link.springer.com/article/10.1186/s12872-026-06323-5

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