Virus Shamonda. In Francia il primo caso al mondo di infezione umana. Ecdc monitora la situazione
Per la prima volta al mondo è stata segnalata un’infezione umana da virus Shamonda (SHAV), un agente patogeno […]
L’esposizione notturna alla luce si associa a un rimodellamento cardiaco avverso, a un declino funzionale subclinico e a un incremento del rischio cardiovascolare. È quanto emerge da uno studio di coorte pubblicato sulla rivista European Heart Journal.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 11.071 partecipanti della UK Biobank, che hanno indossato un accelerometro da polso integrato con sensore di luce per 7 giorni. A tre anni di distanza, i soggetti sono stati sottoposti a risonanza magnetica cardiovascolare. Le associazioni tra l’esposizione notturna alla luce superiore a 3 lux, i successivi eventi cardiovascolari e la mortalità sono state indagate su un campione esteso di 73.286 individui, con un periodo di follow-up compreso tra 8 e 10 anni.
I risultati mostrano che un’elevata esposizione alla luce notturna è legata a ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro, riduzione della frazione di contrazione e compromissione della deformazione miocardica. Sono state registrate alterazioni volumetriche anche per il ventricolo destro e l’atrio sinistro. Tali associazioni presentano relazioni dose-risposta lineari, mediate in parte da una minore durata del sonno. Durante il follow-up, i soggetti esposti ad alti livelli di luce notturna hanno mostrato un maggiore rischio di scompenso cardiaco (29%), fibrillazione atriale (15%), infarto miocardico (24%), ictus (33%) e mortalità cardiovascolare (26%).
Gli autori concludono che l’esposizione alla luce notturna è correlata ad alterazioni strutturali e funzionali del cuore. I dati indicano che un ambiente buio nelle ore notturne e un riposo adeguato rappresentano elementi di rilievo per preservare la salute cardiovascolare.
Fonte:European Heart Journal, 2026
https://academic.oup.com/eurheartj/advance-article/doi/10.1093/eurheartj/ehag563/8770409