Virus Shamonda. In Francia il primo caso al mondo di infezione umana. Ecdc monitora la situazione
Per la prima volta al mondo è stata segnalata un’infezione umana da virus Shamonda (SHAV), un agente patogeno […]
Lo Staphylococcus aureus è un comune patogeno Gram-positivo in grado di causare un’ampia gamma di infezioni gravi. Le cellule T sono fondamentali effettori dell’immunità adattiva nell’infezione da S. aureus e i loro pattern di risposta e stati funzionali influenzano fortemente la clearance batterica, la regolazione infiammatoria e gli esiti clinici. Un gruppo di ricercatori ha effettuato una rassegna narrativa con lo scopo di sintetizzare le prove recenti sulle risposte delle cellule T nell’infezione da S. aureus, con particolare enfasi sulle principali sottoclassi di cellule T, sulla disregolazione immunitaria dipendente dal contesto, sull’evasione immunitaria, sull’immunopatologia e sulle potenziali strategie immunoregolatorie. Le prove attuali indicano che le risposte Th1/Th17 contribuiscono alla difesa antimicrobica, mentre le cellule T regolatorie possono limitare il danno infiammatorio ma possono anche favorire la colonizzazione cronica.
Nei diversi siti di infezione e stadi della malattia, le cellule T CD8+ e le popolazioni di cellule T di tipo innato, tra cui cellule γδ T, le cellule MAIT e le cellule NKT, mostrano una marcata eterogeneità funzionale. I recenti progressi nella genomica a singola cellula, nell’immunometabolismo e nella ricerca sui checkpoint immunitari hanno ulteriormente chiarito i cambiamenti dinamici nelle risposte delle cellule T durante l’infezione da S. aureus. Gli Autori concludono che le risposte delle cellule T nell’infezione da S. aureus dipendono fortemente dal contesto. Una migliore comprensione di questi programmi immunitari potrebbe guidare future strategie di prevenzione e trattamento, inclusi vaccini e interventi immunomodulatori mirati.
Front Microbiol. 2026
https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2026.1815566/full