In chi soffre di ipertensione, un elevato rapporto piastrine/HDL si associa a un maggiore rischio di ictus
Negli adulti con ipertensione e senza una precedente storia di ictus, un rapporto più elevato tra conta piastrinica e colesterolo […]
Uno studio basato su coorti internazionali ha quantificato i tassi di incidenza della demenza standardizzati per età e sesso, evidenziando tassi più elevati nelle donne e nei Paesi a basso e medio reddito. L’indagine è stata pubblicata su JAMA Neurology con l’obiettivo di superare la sottorappresentazione di queste aree geografiche e la disomogeneità metodologica delle stime globali precedenti.
I ricercatori hanno analizzato i dati individuali di 22 coorti longitudinali basate sulla comunità appartenenti al consorzio COSMIC (Cohort Studies of Memory in an International Consortium), condotte in 18 Paesi o territori su 6 continenti, per un totale di 38.418 partecipanti con diagnosi clinica di demenza. Il reclutamento basale è iniziato tra gennaio 1990 e dicembre 2011, con follow-up fino a fine 2021 e analisi dei dati svolta tra giugno 2024 e giugno 2025. Seguendo le linee guida MOOSE, è stata condotta una meta-analisi in due passaggi con intercette casuali per Paese e studio a livello globale, regionale e per fascia di reddito nazionale. Mediante modelli di Poisson con pesi di censura basati sulla probabilità inversa calcolati su un impianto di anni-persona a rischio, i tassi specifici per età e sesso sono stati standardizzati alla struttura demografica globale del 2023.
Su 287.632 anni-persona a rischio, 3.001 partecipanti hanno sviluppato demenza. Il tasso di incidenza standardizzato per età e sesso è risultato pari a 9,7 per 1.000 anni-persona a rischio (intervallo di confidenza al 95% da 7,89 a 11,97). L’incidenza standardizzata per età è risultata maggiore nelle donne rispetto agli uomini (10,6, IC 95% 8,61-13,11 contro 8,6, IC 95% 6,94-10,72). Il valore standardizzato è emerso più alto nei Paesi a basso e medio reddito rispetto a quelli ad alto reddito (13,6, IC 95% 9,67-19,24 contro 8,3, IC 95% 6,57-10,54). Applicando questi tassi alla popolazione prevista per il 2050, gli autori hanno stimato 24,7 milioni di nuovi casi, nell’ipotesi di un’incidenza costante nel tempo.
Gli autori concludono che queste stime armonizzate forniscono un riferimento comparabile per l’incidenza globale della demenza, utile alla pianificazione dei servizi di prevenzione, diagnosi e assistenza della memoria, con particolare riguardo ai contesti a basso e medio reddito finora sottorappresentati.
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Fonte: JAMA Neurol, 2026
https://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/article-abstract/2854983