Asma: ferritina e infiammazione eosinofila come fattori predittivi di acutizzazione

La ferritina e la percentuale di eosinofili sarebbero fattori di rischio indipendenti per le riacutizzazioni dell’asma pediatrico, a differenza della vitamina D. Questi risultati, pubblicati su Frontiers in Immunology da un gruppo coordinato da Pingping Wang dell’Ospedale di Luoyang (Cina), supportano un possibile legame tra le vie metaboliche e infiammatorie nell’asma pediatrico, sebbene debbano essere validati in studi più ampi.

La vitamina D e il metabolismo del ferro sono sempre più riconosciuti come potenziali modulatori dell’infiammazione delle vie aeree, ma la loro interrelazione nell’asma pediatrico resta poco chiara. Lo studio ha indagato le associazioni tra vitamina D sierica, ferritina e infiammazione eosinofila con le riacutizzazioni dell’asma nei bambini e ha esplorato la loro potenziale interazione. Lo studio retrospettivo ha incluso 120 bambini con asma, di cui 60 con riacutizzazione acuta e 60 in remissione clinica. Sono stati misurati i livelli sierici di 25-idrossivitamina D [25(OH)D], ferritina, interleuchina-6 (IL-6) e indici correlati agli eosinofili.

Dai risultati è emerso che, rispetto al gruppo in remissione, i bambini con riacutizzazione avevano livelli di ferritina significativamente più alti (mediana 145 vs. 82 ng/mL, p <0,001) e una percentuale di eosinofili più elevata (6,0% vs. 4,7%, p <0,001), ma livelli di vitamina D più bassi (18,6 ± 7,2 vs. 24,3 ± 8,7 ng/mL, p =0,021). Nell’analisi statistica, la ferritina (OR = 1,13, IC 95% 1,07-1,18) e la percentuale di eosinofili (OR = 2,01, IC 95% 1,34-2,70) sono rimaste indipendentemente associate alle riacutizzazioni, mentre la vitamina D no. L’analisi ha suggerito anche un’associazione lineare inversa tra i livelli di vitamina D e il rischio di riacutizzazioni. Il modello che includeva ferritina, percentuale di eosinofili e vitamina D, infine, ha mostrato un’elevata capacità discriminatoria apparente (AUC = 0,973, IC 95% 0,952-0,994), sebbene questo risultato debba essere interpretato con cautela, come osservato dai ricercatori.

Fonte: Frontiers in Immunology, 2026

https://www.frontiersin.org/journals/immunology/articles/10.3389/fimmu.2026.1746377/full

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