Asma grave e termoplastica bronchiale: benefici a lungo termine ma rischi procedurali

La termoplastica bronchiale (BT) in pazienti adulti affetti da asma grave offre un potenziale miglioramento del controllo della malattia e della qualità della vita sul lungo periodo, ma a fronte di un probabile incremento delle esacerbazioni e dei danni respiratori gravi nella fase peri-procedurale. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi condotta da un team internazionale di scienziati, che ha sintetizzato l’efficacia e la sicurezza del trattamento analizzando 6 studi clinici randomizzati per un totale di 573 adulti. L’analisi evidenzia che, a livello complessivo, la BT può indurre benefici clinici significativi:

· Miglioramento del controllo dell’asma: i pazienti trattati mostrano un calo medio dei sintomi di 0,37 punti (IC 95%, da -0,67 a -0,07). In termini assoluti, chi riceve la BT ha il 15,9% di probabilità in più di raggiungere un miglioramento clinicamente significativo (riduzione =0,5 punti nel punteggio Asthma Control Questionnaire 6);

· Incremento della qualità della vita: si registra un aumento medio del benessere di 0,55 punti (IC 95%, 0,28-0,82). Ciò si traduce nel 19,1% di probabilità in più di ottenere un salto di qualità della vita percepito come rilevante (incremento = 0,5 punti nell’Asthma Quality of Life Questionnaire);

· Riduzione delle esacerbazioni complessive: il tasso di crisi gravi si riduce del 19% rispetto ai controlli (rapporto del tasso di incidenza, IRR 0,81; IC 95%, 0,68-0,97). Dal punto di vista pratico, l’impatto assoluto (differenza di rischio, RD) si traduce in 11 crisi gravi evitate all’anno ogni 100 pazienti trattati.

Questo profilo di efficacia sul lungo termine si scontra tuttavia con un rischio acuto concentrato nella fase strettamente legata all’intervento. A livello procedurale, infatti, la BT può aumentare le esacerbazioni gravi, triplicandone il tasso (IRR 2,95; IC 95%, 1,20-7,25), il che significa 8 crisi in più all’anno ogni 100 pazienti. Parallelamente, aumentano gli eventi avversi respiratori gravi (IRR 5,98; IC 95%, 1,07-33,29), pari a 18 eventi in più all’anno ogni 100 pazienti.

Al contrario, superata la fase critica dell’intervento, il periodo post-procedurale evidenzia un’inversione di tendenza: la BT può ridurre le esacerbazioni gravi del 33% rispetto ai controlli (IRR 0,67; IC 95%, 0,50-0,89), traducendosi in 67 crisi in meno all’anno ogni 100 pazienti.

In conclusione, se da un lato la termoplastica bronchiale si associa a un miglioramento complessivo della gestione dell’asma grave e della quotidianità del paziente, dall’altro impone un’attenta considerazione dei rischi respiratori acuti e delle riacutizzazioni severe che si verificano nell’immediato ridosso della procedura stessa. In futuro, saranno necessari ulteriori studi clinici standardizzati a lungo termine per confermare i reali benefici della

termoplastica bronchiale e per identificare con maggiore precisione i sottogruppi di pazienti che possono trarne il massimo vantaggio, minimizzando i rischi peri-procedurali.

Fonte: The journal of allergy and clinical immunology. Global, 2026

https://www.jaci-global.org/article/S2772-8293(26)00040-8/fulltext

Contenuti simili

I più visti