Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza
Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute […]
L’epidemiologia delle infezioni acute delle vie respiratorie (RTI) nei bambini varia costantemente in base a trasmissione, stagionalità, immunità ed eventi dirompenti come le pandemie. Uno studio multicentrico e di coorte retrospettivo, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, ha descritto le caratteristiche cliniche e gli esiti dei pazienti pediatrici ricoverati con RTI acute, esaminando i fattori associati al rischio di malattia grave.
La ricerca è stata condotta presso due ospedali pediatrici canadesi su bambini di età compresa tra 0 e 18 anni ricoverati dal 1° luglio 2022 al 30 giugno 2023, con un follow-up per
la riammissione a 30 giorni dalla dimissione. I fattori esaminati includevano elementi clinici e demografici, segni e sintomi, test diagnostici e virali, gestione e interventi.
L’esito primario era la percentuale di pazienti che sviluppavano una forma grave di malattia, definita dalla necessità di ventilazione meccanica non invasiva o invasiva, ossigenazione extracorporea a membrana, terapia sostitutiva renale, arresto cardiaco o decesso. Per valutare i fattori associati al rischio di esiti gravi è stata impiegata la regressione di Poisson multivariabile robusta.
Lo studio ha incluso 2.585 bambini ricoverati con RTI acute, con un’età mediana di 2,5 anni e una prevalenza di maschi (59,7%). Tra i pazienti, 1.307 (50,6%) presentavano almeno una condizione cronica, principalmente di natura neurologica, evolutiva o genetica, e 879 (34,0%) erano stati trasferiti da un’altra istituzione.
Il test virale è stato eseguito su 2.332 pazienti (90,2%), identificando un patogeno virale in 1.828 casi (70,7%), con 338 coinfezioni virali. I virus più comuni sono stati il virus respiratorio sinciziale (709 bambini) e l’enterovirus-rhinovirus (598 bambini). La durata mediana della degenza ospedaliera è stata di 3 giorni. Il 21,3% dei bambini (551 soggetti) ha sviluppato una malattia grave. I pazienti con due o più comorbilità (aRR 1,62; IC 95% 1,36–1,93) o trasferiti da un altro ospedale (aRR 4,73; IC 95% 4,01–5,59) hanno mostrato un rischio aumentato di malattia grave.
Gli autori concludono che i bambini ospedalizzati con RTI acute presentano frequentemente condizioni croniche sottostanti e richiedono spesso interventi intensivi. Comprendere il profilo epidemiologico e i fattori associati al rischio di malattia grave in questa popolazione può orientare l’allocazione delle risorse per ottimizzare gli esiti nei pazienti pediatrici.
Fonte: JAMA Netw Open. 2026