Sepsi pediatrica, criteri di Phoenix utili nell’identificare precocemente i pazienti a rischio

I pazienti affetti da malattia renale cronica (CKD) che sviluppano sepsi presentano prognosi peggiori; tuttavia, l’impatto della CKD sull’incidenza della sepsi non è ancora stato studiato in modo sistematico. In conformità con le linee guida PRISMA, Sumika Osa e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica con l’obiettivo di approfondire l’argomento.

È stata eseguita un’esplorazione approfondita di database quali Medline, Web of Science, Cochrane Register of Controlled Trials e ClinicalTrials.gov alla ricerca di lavori specifici pubblicati fino al 22 maggio 2025, mettendo a confronto l’insorgenza della sepsi in pazienti con o senza malattia renale cronica.

Il rischio di bias è stato determinato utilizzando lo strumento ROBINS-I e lo studio è stato registrato su PROSPERO. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 14 documenti che hanno soddisfatto i criteri di inclusione: 5 hanno esaminato la sepsi acquisita in comunità, 2 si sono concentrati sulla sepsi acquisita in terapia intensiva e i restanti hanno analizzato la sepsi post-operatoria.

La maggior parte degli studi ha arruolato popolazioni di età superiore ai 65 anni, mentre due hanno valutato specificamente il rischio di sepsi correlato all’età. Uno studio ha esaminato l’insorgenza della sepsi in pazienti con malattia renale allo stadio terminale, 3 hanno stratificato questa associazione in base alla velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR).

Quasi tutti gli studi hanno dimostrato un aumento del rischio di sepsi nei pazienti con CKD, con un rischio che cresce progressivamente al diminuire dell’eGFR. Inoltre, due studi hanno riportato che la malattia renale cronica aumenta il rischio di sepsi indipendentemente dall’età; tutti gli studi inclusi hanno mostrato un basso rischio di bias. Gli Autori concludono che i dati indicano che i pazienti con malattia renale cronica possono avere un rischio più elevato di sviluppare sepsi rispetto ai soggetti sani.

Fonte: Biol Pharm Bull. 2026

https://www.jstage.jst.go.jp/article/bpb/49/1/49_b25-00585/_article

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