SLA: la forma del declino clinico individua nuovi fenotipi
L’analisi della forma della traiettoria del declino clinico consente di identificare fenotipi distinti nei pazienti con sclerosi laterale amiotrofica. Il […]
Una meta-analisi pubblicata su JAMA Pediatrics da un team norvegese ha evidenziato che l’attività fisica moderata e intensa sarebbe associata in modo benefico ad alcuni marker di rischio cardiometabolico durante l’infanzia e l’adolescenza. Tuttavia, tali associazioni sarebbero deboli ed eterogenee tra i vari sottogruppi. L’indagine, secondo la quale è improbabile che il tempo trascorso in attività sedentarie rappresenti un determinante significativo del rischio cardiometabolico, è stata guidata da Anders Husoy, della Norwegian School of Sport Sciences di Oslo.
Obiettivo del team era determinare le associazioni tra l’attività fisica e il tempo sedentario – misurati tramite dispositivi – e i successivi profili di rischio cardiometabolico nei ragazzi. Il team ha preso in considerazione i dati provenienti dall’International Children’s Accelerometry Database e coorti individuate attraverso una ricerca sistematica della letteratura.
Complessivamente, sono stati individuati 12 studi, otto dei quali hanno fornito i dati di singoli partecipanti. Sono state incluse 14 coorti (12.874 partecipanti; età media [intervallo]: 10,4 [5,0–17,9] anni; 52% femmine), con un follow-up medio (SD) di 3,1 (2,0) anni. L’attività da moderata a intensa, pari a 26 minuti al giorno, è risultata inversamente associata ai livelli di insulina, di colesterolo LDL, di trigliceridi e ai punteggi di rischio compositi. Tuttavia, questo livello di attività fisica non è risultato associato all’indice di massa corporea (BMI), mentre è apparso associato a una pressione arteriosa sistolica più elevata (0,25 mm Hg; IC al 95%, da 0,04 a 0,46 mm Hg). Le associazioni riscontrate per le attività intense sono risultate analoghe, tranne che per l’assenza di un’associazione con la pressione arteriosa sistolica. Un maggiore tempo trascorso in attività sedentarie, poi, non è risultato associato a un peggioramento del profilo cardiometabolico; al contrario, è emersa un’associazione con concentrazioni più basse di glucosio nel sangue (-0,36 mg/dL; IC al 95%, da -0,72 a 0 mg/dL) e con una pressione arteriosa sistolica più bassa (-0,90 mm Hg; IC al 95%, da -1,22 a -0,58 mm Hg). L’entità e la direzione di tali associazioni sono risultate influenzate dall’approccio adottato, dal sesso, dal BMI, dall’età e dalla durata del follow-up.
Fonte: JAMA Pediatrics 2026
https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2854941