Calendario Oms: riferimento per proteggere presto dalla pertosse
Uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases confronta il calendario vaccinale contenente DTP raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità con […]
Un gruppo di ricercatori internazionale afferma che “gli adulti affetti da BPCO presentano un rischio maggiore di herpes zoster e delle sue complicazioni”. Il team ha effettuato una revisione sistematica con meta-analisi di 22 studi estrapolati dalla letteratura globale prodotta tra il 2003 e il 2024, confermando che i pazienti con BPCO non solo sono più esposti all’infezione virale, ma affrontano un decorso sensibilmente più complesso, con pesanti ricadute sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.
Nello specifico, i risultati pubblicati su European respiratory review nel 2026, hanno mostrato come negli adulti affetti da BPCO, il tasso di incidenza dell’Herpes Zoster sia in media di 10,98 casi per 1000 anni-persona. Tale valore subisce una decisa impennata nella coorte degli over 50, raggiungendo i 13,95 casi. In termini di rischio relativo, la sola presenza della patologia polmonare aumenta del 49% la probabilità di sviluppare il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”. Tuttavia, il fattore determinante sembra essere la strategia terapeutica: nei pazienti trattati con corticosteroidi, infatti, il rischio di contrarre l’infezione risulta quasi raddoppiato rispetto alla popolazione generale (RR 1,86), evidenziando una vulnerabilità immunologica strettamente legata al regime farmacologico. L’aspetto più critico riguarda le sequele a lungo termine, in primis la nevralgia post-erpetica (PHN). Il rischio che il dolore diventi cronico (superando i 90 giorni) è del 50% più elevato nel paziente con BPCO rispetto a chi contrae lo Zoster in assenza di comorbidità respiratorie. Ma l’impatto non è solo neurologico. L’infezione sembra agire come un vero e proprio catalizzatore per le riacutizzazioni della BPCO, innescando un peggioramento del quadro respiratorio che conduce inevitabilmente a un maggiore utilizzo di risorse ospedaliere e a un incremento dei costi diretti.
Nonostante le differenze metodologiche tra i vari studi analizzati, i ricercatori concludono che “i vaccini contro l’herpes zoster offrono una protezione efficace, anche per gli adulti con BPCO, e potrebbero contribuire a ridurre la malattia e il suo impatto economico”. Implementare protocolli vaccinali sistematici per i pazienti con BPCO rappresenta, quindi, non solo un atto di tutela della salute e della qualità della vita del paziente fragile, ma anche una strategia necessaria per mitigare l’importante onere economico che la malattia impone alla sanità pubblica.
Fonte: European respiratory review,
https://publications.ersnet.org/content/errev/35/179/250167