Yoga e asma pediatrico: benefici sulla funzione polmonare
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Non solo fumo di sigaretta. Nei polmoni delle persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) si accumulano quantità di carbonio simile alla fuliggine oltre tre volte superiori rispetto a quelle riscontrate nei fumatori senza la malattia. Un dato che rafforza l’ipotesi di un ruolo chiave dell’inquinamento atmosferico e del particolato nello sviluppo e nella progressione della patologia.
È quanto emerge da uno studio pubblicato su ERJ Open Research, rivista della European Respiratory Society.
Al centro della ricerca ci sono i macrofagi alveolari, cellule del sistema immunitario che presidiano gli alveoli polmonari e hanno il compito di inglobare particelle, detriti e microrganismi inalati.
Analizzando campioni di tessuto polmonare ottenuti durante interventi chirurgici (in aree prive di cellule tumorali) da 28 pazienti con BPCO e 15 fumatori senza la malattia, i ricercatori dell’Università di Manchester hanno misurato dimensioni cellulari e quantità di carbonio accumulato.
Nei pazienti con BPCO i macrofagi contenevano in media oltre tre volte più carbonio rispetto ai fumatori senza patologia. Inoltre, le cellule cariche di particolato risultavano significativamente più grandi.Non solo. Maggiore era l’accumulo di carbonio, peggiore era la funzionalità respiratoria, valutata tramite FEV1%.
Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che l’esposizione diretta dei macrofagi a particelle di carbonio induce un aumento delle dimensioni cellulari e una maggiore produzione di proteine pro-infiammatorie.
Secondo gli autori, questo suggerisce che l’accumulo di particolato non sia un semplice “marcatore” dell’esposizione ambientale, ma possa contribuire attivamente ai meccanismi infiammatori che caratterizzano la BPCO.
Fonte: ERJ Open Research,2025
https://publications.ersnet.org/content/erjor/11/6/00933-2024