Asma grave: 7 nuove raccomandazioni per l’uso dei farmaci biologici
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Uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases confronta il calendario vaccinale contenente DTP raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità con schemi alternativi a due o tre dosi nei lattanti, con l’obiettivo di capire se sia possibile mantenere una protezione anticorpale adeguata contro la pertosse prima del richiamo e, allo stesso tempo, creare spazio per l’introduzione di nuovi vaccini nei programmi infantili. Il tema è particolarmente rilevante perché, in molti contesti, la pressione sul calendario vaccinale è crescente, ma ogni modifica deve garantire una protezione efficace proprio nei primi mesi di vita, quando il rischio di malattia grave è più elevato.
La ricerca si è basata su due trial paralleli, randomizzati, in aperto e di non inferiorità, condotti in Uganda e Nepal. Sono stati arruolati lattanti sani di età compresa tra 42 e 50 giorni, assegnati a cinque diversi schemi di vaccinazione con preparato DTwP-Hib-HepB: il calendario Oms standard a 6, 10 e 14 settimane; due calendari ridotti a due dosi, rispettivamente a 6 e 14 settimane oppure a 2 e 4 mesi; e due calendari ritardati a tre dosi, a 2, 3 e 4 mesi oppure a 2, 4 e 6 mesi. L’esito principale era rappresentato dalla risposta anticorpale IgG contro gli antigeni della pertosse prima della dose booster, in particolare verso tossina pertossica, emoagglutinina filamentosa, pertactina e fimbrie 2 e 3. Tra gli endpoint secondari figuravano le risposte anticorpali durante la serie primaria e un mese dopo il suo completamento.
In ciascun Paese sono stati reclutati 956 lattanti. Le analisi pre-booster hanno incluso 876 partecipanti in Uganda e 851 in Nepal. I risultati mostrano che gli schemi a due dosi, sia quello a 6 e 14 settimane sia quello a 2 e 4 mesi, non hanno soddisfatto i criteri di non inferiorità rispetto al calendario Oms per gli anticorpi anti-pertosse prima del richiamo, con una sola eccezione: la risposta verso l’emoagglutinina filamentosa in Nepal. Al contrario, gli schemi ritardati a tre dosi, a 2, 3 e 4 mesi o a 2, 4 e 6 mesi, hanno prodotto risposte dopo la serie primaria e prima del richiamo simili o superiori a quelle ottenute con il calendario Oms. Tuttavia, a 3 mesi di età, proprio nella finestra di maggiore vulnerabilità dei lattanti, il calendario Oms garantiva livelli anticorpali più alti contro tutti gli antigeni della pertosse, fatta eccezione ancora per l’emoagglutinina filamentosa in Nepal.
Fonte: The Lancet Infectious Diseases, 2026
https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(26)00053-8/fulltext