Controllare la pressione in maniera intensiva non sembra ridurre il rischio di malattie del sistema di conduzione cardiaca

Secondo uno studio pubblicato su Nature Aging, il controllo intensivo della pressione arteriosa potrebbe non ridurre l’incidenza di malattie del sistema di conduzione cardiaca di nuova insorgenza rispetto al controllo standard. “I pazienti con malattie del sistema di conduzione cardiaca (CSD) possono presentare una maggiore incidenza e mortalità di eventi cardiovascolari.

Noi abbiamo portato avanti un’analisi post hoc dello studio clinico randomizzato Strategy of Blood Pressure Intervention in the Elderly Hypertensive Patients (STEP) per valutare l’effetto del controllo intensivo della pressione sanguigna (BP) sull’incidenza di malattie del sistema di conduzione cardiaca di nuova insorgenza, e le implicazioni prognostiche di tali malattie, preesistenti o di nuova insorgenza” spiega Song Zhao, della Shanghai Tenth People’s Hospital, Tongji University School of Medicine, Shanghai, Cina, autore principale dello studio.

Gli esperti hanno visto che l’incidenza di malattie del sistema di conduzione cardiaca di nuova insorgenza era simile nei bracci di trattamento intensivo (n = 205, 6,42%) e standard (n = 188, 5,94%). Inoltre, hanno trovato che i partecipanti con malattie del sistema di conduzione cardiaca preesistenti avevano un rischio più elevato di insufficienza cardiaca acuta scompensata.

L’età più avanzata, il sesso maschile e un indice di massa corporea maggiore erano indipendentemente associati a un aumento del rischio di sviluppare malattie del sistema di conduzione cardiaca di nuova insorgenza.

Fonte: Nat Aging. 2024

https://www.nature.com/articles/s43587-024-00591-6

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