Efficacia degli interventi non farmacologici sulla fatigue nel cancro al seno

Uno studio pubblicato su BMJ Supportive & Palliative Care ha analizzato le evidenze disponibili sull’efficacia degli interventi non farmacologici nel contrastare la fatigue correlata al cancro, o CRF, nelle pazienti con tumore della mammella. Il lavoro, strutturato come mappatura delle evidenze da revisioni sistematiche e meta-analisi, ha l’obiettivo di orientare la pratica clinica e individuare le aree in cui sono necessari ulteriori studi.

La revisione ha incluso 52 studi tra revisioni sistematiche e meta-analisi. Le tipologie di intervento considerate sono state così classificate: 34 studi sull’esercizio fisico, che rappresenta l’approccio più frequentemente analizzato; 6 studi su interventi multidimensionali, cioè programmi che integrano tre o più terapie non farmacologiche; 4 studi su interventi psicosociali; e altri lavori dedicati a massaggio, agopuntura, arteterapia, moxibustione, supplementazione alimentare, continuità assistenziale e presa in carico sistemica.

Il quadro complessivo è favorevole. Su 52 studi inclusi, 41 hanno indicato un beneficio clinicamente significativo, 9 hanno suggerito un potenziale beneficio e 2 sono risultati inconcludenti. La mappatura conferma quindi che l’esercizio fisico è oggi l’intervento più studiato e con le evidenze più solide per la gestione della fatigue nelle pazienti con tumore della mammella.

Gli autori sottolineano tuttavia che la varietà degli approcci disponibili e la minore presenza di studi su alcune strategie specifiche rendono necessario un ulteriore rafforzamento della ricerca. In particolare, servono trial randomizzati prospettici, con campioni più ampi e metodologia più robusta, per validare meglio anche gli interventi meno comuni e definire modalità di integrazione più precise nei percorsi di cura.

In conclusione, gli interventi non farmacologici, in particolare l’esercizio fisico e alcune terapie mente-corpo, rappresentano una risorsa rilevante nella gestione della fatigue correlata al cancro nelle pazienti con tumore della mammella. Le evidenze disponibili sono incoraggianti, ma non definitive per tutte le strategie considerate: il prossimo passo sarà chiarire quali interventi funzionano meglio, per quali pazienti, in quale fase del percorso oncologico e con quale intensità.

Fonte: BMJ supportive & palliative care,  2026

https://spcare.bmj.com/content/16/3/519

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